ANNO 16 n° 273
Foto successiva
Stefano Parisi strizza l'occhio alla Tuscia
Il leader di Epi apre circoli a Montalto e Tarquinia

di Veronica Ruggiero

VITERBO - Energie per l’Italia incrementa il suo assetto. Dopo una difficilissima campagna elettorale regionale, che ha visto Stefano Parisi secondo al presidente Nicola Zingaretti per una manciata di voti, ora il leader di EPI rivolge la sua attenzione al locale anche nella Tuscia. Nei piani futuri del rappresentante di centrodestra un progetto presentato a fine luglio a Roma, “Piattaforma Futuro”, che riavvicini gli elettori alla politica.

Come procede questa esperienza come consigliere di opposizione in Regione?

''Stiamo realizzando alcuni cambiamenti importanti, anche grazie al fatto di essere numericamente più forti rispetto alla maggioranza. Siamo riusciti ad intervenire sulla legge sul collegato, togliendo articoli che non funzionavano. Abbiamo cambiato l’articolo denominato Lazio Semplice sulla semplificazione, proponendo una riforma strutturata per esempio, qualcosa si muove. In maggioranza avremmo potuto fare meglio.

Inizialmente il centrodestra non ha saputo essere compatto e i partiti sono andati in direzioni diverse. Ora che invece si sono accorti che Zingaretti sta facendo un’altra politica, cioè sta usando la Regione per fare la sua campagna elettorale e diventare segretario del PD, ma soprattutto si sono accorti che mentre prima faceva intese con M5S ora, che i pentastellati hanno fatto accordi con la Lega a livello nazionale, ha preso tra le sue fila due consiglieri rivolgendosi alla destra.

Questo cambio di visuale ha portato ad una presa di consapevolezza da parte dei partiti di centrodestra, che hanno capito che l’opposizione va fatta a tutti i livelli e su tutto il territorio, non solo in consiglio comunale''.

Ci spiega in breve cos’è “Piattaforma Futuro” e i progetti ai quali state lavorando?

''Siamo appena partiti con il progetto “Piattaforma Futuro”, presentato a Roma a fine luglio, che nasce dall’idea di far partire dalla Regione Lazio una politica liberale e popolare, non di casta, per restituire una conformazione chiara ad un elettorato che non ha più un riferimento. Stiamo organizzando per il 29 settembre a Roma un importante incontro sulla sanità, inviteremo anche la Lega e Fratelli d’Italia, oltre Forza Italia e tutte le forze del centro destra. Per quanto riguarda EPI invece ci stiamo radicando sul territorio e aprendo circoli a livello locale come Montalto di Castro e Tarquinia nel Viterbese''.

L’agricoltura è in ginocchio a causa di molteplici fattori: condizioni meteorologiche avverse, fauna selvatica, mercati esteri. Cosa sta facendo la Regione per aiutare il settore fiore all’occhiello del territorio?

 ''L’agricoltura è una vocazione di questi territori, non solo della provincia di Viterbo, ma di tutta la regione Lazio in generale. Negli ultimi anni la nostra regione non ha speso un euro nei PSR (Piani di Sviluppo Rurale), mentre la Toscana per esempio ne ha attuati 3 solo negli ultimi 5 anni. Questo comportamento delinea senza dubbio una mancanza di sensibilità da parte di chi governa nei confronti degli agricoltori, che subiscono ingenti danni derivanti da eventi metereologici oppure dalla fauna selvatica, e ancora una volta sottolinea una cultura, quella della sinistra, contro l’impresa. Chi lavora e subisce un danno deve essere messo in condizioni di risollevarsi e quindi deve essere risarcito.

Invece nel nostro Paese si pensa a dare un reddito di cittadinanza, piuttosto che mettere gli imprenditori in condizioni di creare posti di lavoro. Quello che spesso non è evidente agli occhi di tutti è che allo sviluppo dell’agricoltura sono legati anche altri settori, come quello del turismo per esempio, chi viene sul territorio lo fa anche per trovare prodotti tipici, oppure quello dell’enogastronomia''.

Secondo lei c’è una “cura” a questa situazione?

''Io non credo nella democrazia diretta, ma nella democrazia di rappresentanza. Imprenditori, professionisti e tutte le altre categorie devono uscire da questo immobilismo. E’necessario iniziare a capire che i soldi pubblici non appartengono alla politica, ma al popolo che paga le tasse, perciò bisogna iniziare a pretendere che vengano impiegati nel modo corretto''.

Stefano Parisi perché ha deciso di fare politica?

''La politica non si fa con i like su Facebook, ma portando e realizzando idee di spessore per il progresso di un Paese. Oggi la politica ha semplificato tutto, ne è un esempio il reddito di cittadinanza, che non crea affatto una situazione di progresso. Il nostro Paese ha bisogno di creare opportunità lavorative, questa è la vera soluzione sul lungo periodo. Tutte queste situazioni mi hanno spinto a dedicarmi alla politica, che mi dà grosse soddisfazioni ed energia positiva quando sto in mezzo alla gente, mentre mi soffoca quando sto con i politici''.




Facebook Twitter Rss