

Migliorano le condizioni di Simone Corsi, il parà viterbese ferito la scorsa domenica in Afghanistan a causa dell'esplosione di un ordigno.
Il 24enne già nelle ore successive all'attentato avrebbe chiamato i genitori per rassicurarli e non si esclude che nei prossimi giorni possa far rientro in Italia.
I fatti si sono verificati domenica mattina, durante un'attività di pattugliamento congiunta con le forze di sicurezza afgane per il controllo del territorio nell'area di Bala Balouk, nella turbolenta provincia di Farah. Una ricognizione nel corso della quale era previsto anche un incontro con le autorità locali dei villaggi della zona.
All'improvviso contro la pattuglia sono stati lanciati dei colpi di mortaio, «che non hanno causato danni», e i militari italiani - ricostruiscono al comando del contingente - si sono diretti «verso l'origine del fuoco». È in questa fase, nei pressi di un villaggio a circa 15 chilometri da Bala Balouk, che la pattuglia è stata coinvolta nell'esplosione di un 'Ied', un ordigno improvvisato, al quale è seguito uno scontro a fuoco. Cinque i feriti: quattro militari italiani e un interprete afgano, tutti subito soccorsi e trasportati all'ospedale militare da campo americano di Farah.
Le loro condizioni «non destano preoccupazione», al punto che essi stessi hanno potuto informare le famiglie, come ha spiegato il comandante del contingente, Carmine Masiello, al ministro della Difesa La Russa che lo ha chiamato al telefono «per far sentire la sua personale vicinanza e quella di tutte le Forze armate ai militari italiani che operano lontano dalla Patria in una delicata e importante missione per combattere il terrorismo».
Rassicurazioni sono arrivate dal generale Masiello pure per quanto riguarda «il morale e la determinazione dei nostri soldati», ai quali è stata manifestata «solidarietà e vicinanza» anche dai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Morale alto, dunque, in una situazione che resta però sempre incandescente.
Sullo schianto del Chinook, nella provincia di Wardak, le indagini sono ancora in corso, ma l'ipotesi del razzo lanciato dai talebani (che hanno rivendicato) resta allo stato la più accreditata. Le operazioni di recupero dei resti dell'elicottero sono cominciate stamani, mentre nella zona venivano segnalati combattimenti sporadici. E americani potrebbero essere anche due militari caduti oggi nel sud del Paese; altri due soldati dell'Isaf, uccisi invece nell'est durante uno scontro con gli insorti, erano francesi.