ANNO 16 n° 275
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Sposetti: ''Bersani può
vincere al primo turno''
Incontro a Viterbo con la portavoce
del segretario nazionale Moretti e Egidi

VITERBO - In tutta Italia lo hanno già fatto in 470mila. Nella Tuscia in 2mila (la metà online, l’altra compilando il cartaceo). Tanti sono i cittadini già iscritti per votare alle primarie del 25 novembre. I numeri sono stati resti noti questa mattina a Viterbo da Ugo Sposetti, deputato del Partito democratico, insieme ad Alessandra Moretti, portavoce nazionale di Pierluigi Bersani, e ad Andrea Egidi, segretario provinciale del Pd. Un’iniziativa, quella di oggi, che rientra nel calendario degli appuntamenti organizzati nella Tuscia da Sposetti per far conoscere l’agenda politica di Bersani e i motivi del sostegno alla sua candidatura a premier.

“Possiamo vincere – ha detto Sposetti - al primo turno. Ho visto girando per l’Italia il grande impegno dei comitati e questo è un ottimo segnale. Vincere subito significa guadagnare una settimana per affrontare la campagna elettorale. Con le primarie abbia avviato un lungo percorso per recuperare il rapporto tra i cittadini e la buona politica. Il 6 ottobre, quando l’assemblea nazionale del Pd ha modificato all’unanimità lo statuto e approvato l’indizione delle primarie, è una data storica: Bersani ha aperto un processo democratico per riavvicinare la politica ai cittadini. Non era scontato né un atto dovuto: lo statuto prevedeva che il candidato premier fosse il segretario. L’assemblea lo ha modificato all’unanimità”.

Alessandra Moretti, alla sua seconda visita nel Viterbese per le primarie, ha rimarcato “il grande gesto di generosità compiuto da Bersani nell’aprire ad altri candidati”. Un gesto che già sta dando i suoi frutti: “Prima dell’avvio della campagna – ha rivelato – il Pd era al 26 per cento, ora siamo al 31. Siamo l’unico partito che cresce perché il confronto è visto come vero. Un riscontro che dimostra come questo Paese ha voglia di tornare alla buona politica e di essere rappresentato da persone degne. Appoggiamo Bersani perché vogliamo una persona perbene alla guida dell’Italia, non l’uomo solo al governo, e perché vogliamo un partito organizzato capillarmente sul territorio. In gioco c’è il destino dell’Italia: vogliamo ridare speranze ai giovani, alle donne, vogliamo una riforma fiscale equa che faccia pagare di più chi ha di più. La patrimoniale è una questione di giustizia sociale. Vogliamo tassare le rendite e aiutare le imprese che creano lavoro. Vogliamo ridare dignità agli insegnanti, vogliamo tornare a investire sulla scuola e sulla sanità”.

Infine, un ragionamento interno al partito. “Noi – ha concluso - vogliamo tenere unito il Pd: la parola rottamazione non fa parte del nostro vocabolario. E’ una parola rancorosa, violenta, inopportuna. Preferiamo il rinnovamento, perché senza radici forti le foglie verdi non riescono nemmeno a stare attaccate. E il rinnovamento Bersani lo ha iniziato quattro anni fa”.

Egidi ha infine ricordato come le primarie rappresentino “un momento significativo e straordinario per la democrazia del Paese, voluto da Bersaniper colmare la distanza tra cittadini e politica. Ma il 25 novembre – ha concluso – non finirà con la scelta del candidato premier: dobbiamo continuare a lavorare con i milioni di italiani che parteciperanno al voto”.




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