ANNO 16 n° 211
Spari nei boschi dei Cimini, indagini su una rete dello spaccio organizzata
Dopo il ferimento di un giovane, Procura e carabinieri lavorano sull’ipotesi di una struttura con basi nascoste, droga e armi

VITERBO – Un’organizzazione strutturata, con basi nascoste nei boschi, un sistema di gestione dello spaccio e la disponibilità di armi. È lo scenario sul quale stanno concentrando gli accertamenti la Procura di Viterbo e i carabinieri dopo il ferimento di un giovane raggiunto da un colpo di arma da fuoco a una gamba, sabato pomeriggio, in un’area boschiva dei Monti Cimini.

L’indagine è stata aperta con le ipotesi di tentato omicidio e sequestro di persona. Il ragazzo, trasportato all’ospedale Santa Rosa di Viterbo, non sarebbe in pericolo di vita.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, nel pomeriggio di sabato, intorno alle 15.30, due persone avrebbero tentato di allontanarsi da uno degli accampamenti utilizzati come base per l’attività di spaccio. Durante il tentativo di fuga sarebbero stati inseguiti e contro di loro sarebbero stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco. Uno dei due sarebbe riuscito a raggiungere la città di Viterbo e a rivolgersi ai carabinieri, mentre il cugino sarebbe rimasto ferito.

Nel corso delle prime fasi investigative sarebbero stati acquisiti anche elementi utili forniti dalle persone coinvolte, tra cui immagini e video dei rifugi realizzati tra la vegetazione e indicazioni sulle presenze all’interno di quei luoghi. Tutto il materiale è ora sottoposto alle verifiche degli investigatori.

L’ipotesi al vaglio è quella di una piazza di spaccio organizzata, che avrebbe avuto una gestione precisa e una divisione dei compiti. Secondo quanto emerso finora, al vertice ci sarebbero stati due fratelli incaricati del rifornimento delle sostanze stupefacenti, tra cui cocaina ed eroina, mentre altri giovani, prevalentemente di origine nordafricana, sarebbero stati impiegati nella vendita e nel presidio delle aree boschive.

Gli insediamenti sarebbero stati realizzati in zone isolate e difficili da individuare, con strutture facilmente smantellabili in caso di controlli delle forze dell’ordine. La presenza di pistole e fucili avrebbe avuto anche una funzione intimidatoria, per scoraggiare eventuali tentativi di fuga o contrasti interni.

Durante gli approfondimenti è emerso anche il racconto di una delle persone ascoltate dagli investigatori, che avrebbe riferito di essere stata ferita a una spalla circa due mesi fa, sempre durante un tentativo di allontanarsi dal gruppo, senza però essere ricorsa alle cure mediche. Anche questo episodio dovrà essere verificato e ricostruito.

L’attuale indagine si inserisce in un quadro già attenzionato dalle forze dell’ordine. Lo scorso marzo, infatti, i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Viterbo, insieme ai militari delle compagnie di Viterbo e Civita Castellana e allo Squadrone eliportato Cacciatori Calabria, avevano individuato tre accampamenti nascosti nei boschi.

Nei due bivacchi scoperti nella zona di San Martino al Cimino erano stati trovati un fucile semiautomatico da caccia risultato rubato, una pistola semiautomatica, munizioni, cartucce calibro 12, una pistola a salve, coltelli, una roncola, circa 900 grammi di hashish, bilancini di precisione, telefoni cellulari, tablet e materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi. Un terzo rifugio era stato individuato nel territorio di Orte, ma le persone presenti erano riuscite a dileguarsi prima dell’arrivo dei militari.

Gli investigatori stanno inoltre valutando possibili collegamenti con altri episodi avvenuti nelle zone boschive della Tuscia. Tra questi anche il caso del 10 maggio 2025, quando sul Monte Fogliano, nel territorio di Vetralla, fu trovato morto Abdelkrim Cheheb, cittadino marocchino di 36 anni, all’interno di un riparo di fortuna.

Ora l’obiettivo degli inquirenti è ricostruire l’effettiva dimensione della rete presente nei boschi della provincia di Viterbo e capire se i diversi episodi possano essere riconducibili allo stesso contesto criminale.




Facebook Twitter Rss