ANNO 16 n° 275
I tre arrestati
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Spaccio di eroina, due uomini in manette
A capo della banda un viterbese, che gestiva il business anche dai domiciliari

VITERBO - Heroine in the street, eroina nelle strade. Tanta, in quelle del viterbese, con oltre 40 casi di compravendita accertati negli ultimi due mesi. A stroncare il traffico di droga nel capoluogo è stata un'operazione condotta dagli uomini della polizia di stato che ha portato all'arresto di due uomini.

Uno M.T., un 47enne già noto alle forze dell'ordine, era il gestore delle operazioni. L'altro M.M., un suo complice. Nei guai è finita però anche la sorella del primo arrestato (stesse iniziali, M.T.), che ha ora l'obbligo di firma.

Le indagini erano iniziate la scorsa primavera, subendo una decisa accelerata dopo la morte di Marco Zena, 48enne stroncato da un'overdose nella notte tra l'1 e il 2 aprile. Il suo corpo era stato ritrovato nel quartiere Pilastro, a Viterbo.

Un episodio che ufficialmente non è ancora stato collegato al giro di spaccio scoperto successivamente, ma sul quale si aspettano ora riscontri. M.T. era il centro delle operazioni, ma raramente si sporcava le mani di persona, preferendo inviare dei complici ad acquistare l'eroina.

''La droga proveniva da Perugia - spiega il comandante della mobile Fabio Zampaglione - con dei corrieri incaricati di portarla nella Tuscia. Altre cinque persone sono indagate a piede libero. A maggio M.M. e un suo conoscente erano stati fermati dopo un inseguimento in superstrada e trovati in possesso di eroina nascosta nel vano motore''.

M.T., intanto, finisce ai domiciliari durante alcuni controlli. Come niente fosse, però, continua a dirigere le operazioni, dando indicazioni ai complici. Tra questi la sorella, la cui auto viene utilizzata per le operazioni di trasporto della droga. 

Nel complesso, un giro d'affari importante, con le singole dosi vendute a 30/40 euro l'una. Cinquanta i grammi di eroina sequestrati in totale, ma non si conoscono ancora con precisione le cifre del business. 

Gli arresti sono arrivati dopo un blitz all'alba che ha visto impiegati 50 uomini in 18 perquisizioni. Le misure cauterali sono state richieste dal pm Stefano D'Arma ed emesse dal gip Francesco Rigato. M.T., l'uomo al centro dell'operazione, si trovava già in carcere nel momento in cui gli è stato notificato il provvedimento.

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