ANNO 16 n° 271
Spaccio di crac e cocaina: 9 arresti
Impegnata anche la squadra mobile di Viterbo nel blitz del commissariato Flaminio Nuovo di Roma

VITERBO - La squadra mobile di Viterbo ieri mattina, insieme agli agenti del commissariato Flaminio Nuovo di Roma, con l’ausilio degli agenti del XV distretto Ponte Milvio, ha dato esecuzione a 9 misure cautelari nei confronti di altrettante persone, 2 finite in carcere e 7 agli arresti domiciliari, tutte gravemente indiziate, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e crack.

Le indagini sono partite lo scorso 14 aprile in seguito al ritrovamento del corpo senza vita di un uomo precipitato, D.L., da un muro di recinzione lì ubicato. L'indagine denominata ''Tabla rasa'', rafforzata anche dalle dichiarazioni di persone vicine al defunto, ha portato alla convinzione negli inquirenti che lo stesso si fosse recato in quei luoghi alla ricerca di crack da acquistare da un pusher soprannominato “Kike” da cui era solito rifornirsi. Le successive attività svolte dalla polizia, hanno consentito di confermare la presenza di una base logistica di spaccio di cocaina e crack all’esterno dello stabile di via dei Due Ponti, nel quartiere popolare comprendente l’area di Largo Sperlonga/ Due Ponti.

Secondo quanto appurato dagli inquirenti, alcuni cittadini di nazionalità sudamericana, raggiunti sia a piedi che a bordo di veicoli dai 'clienti', consegnavano a quest’ultimi la quantità di droga pattuita e la relativa somma di denaro. Nella maggior parte dei casi i clienti, dopo il pagamento, attendevano il tempo necessario affinché i pusher si recassero sotto il porticato dello stabile per prelevare lo stupefacente nascosto lì.

Tale modalità consentiva al pusher di essere difficilmente identificabile in quanto, in occasione di un controllo, sarebbe stato trovato solamente in possesso di una modica somma di stupefacente e/o denaro. 

Grazie all'utilizzo di attività tecniche e ambientali, affiancate all'uso di un sistema di video sorveglianza a distanza, gli investigatiri hanno documentato la presenza di una vera e propria piazza di spaccio sorretta da alcuni cittadini sudamericani che rifornivano, durante l'arco delle ventiquattro ore, numerosi acquirenti cedendo dosi di droga preconfezionate.

E’ stata ampiamente dimostrata la sussistenza, almeno a partire dal mese di aprile 2021, di una efficientissima ed articolata struttura per la vendita dello stupefacente a numerosi assuntori della zona nord della Capitale. L’attività di indagine ha permesso di individuare i canali di approvvigionamento dello stupefacente, riconducibili ad un altro gruppo criminale, di cui sono stati identificati i componenti.




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