ANNO 16 n° 277
Soriano, tra isole ecologiche e luci: 'Green non significa necessariamente grigio'
Una riflessione critica sulle nuove strutture per la raccolta differenziata e sugli interventi realizzati nel borgo in occasione della Sagra della Castagna

SORIANO NEL CIMINO - Torno a Soriano nel Cimino, come ogni anno, per la Sagra della Castagna e mi tornano alla mente i ricordi di quando ero bambino e giocavo tra le viuzze della Rocca. A scuola ci insegnavano la canzone: “Soriano, paese di montagna,fiorisce la castagna…”. Oggi, invece, verrebbe quasi da aggiornarla: “Soriano, paese di montagna,fiorisce il cassonetto…”

Perché quest'anno la sorpresa è stata notevole: grandi strutture grigie sono comparse in diversi punti del paese, anche nel centro storico, vicino alle fermate del bus e dove prima c'erano posti auto. Scopro che dietro c'è un importante investimento PNRR, nell'ordine degli 800-900 mila euro, destinato alla modernizzazione della raccolta differenziata. Ottimo.

Ma una domanda sorge spontanea: modernizzare significa necessariamente rendere tutto più bello? Perché poi arriva la parte pratica. Cittadini e commercianti raccontano di bottiglie da conferire una alla volta, carta da ridurre per riuscire a inserirla nelle aperture e nuove modalità per l'umido. Insomma, le isole sono certamente “intelligenti”.

Peccato che, a volte, sembrino chiedere un po' troppa intelligenza a chi deve usarle. E i commercianti, soprattutto quelli che producono quotidianamente carta e imballaggi, sembrano essere tra i meno entusiasti della novità. Ma non basta. A Soriano sono arrivate anche le luci LED. Palazzi storici, fontane e monumenti illuminati. Il Duomo, poi, sembra quasi pronto per lo spettacolo serale. A questo punto mi aspetto soltanto una voce all'ingresso: “Benvenuti a Soriano Experience: prima attrazione, l'isola ecologica!”

Ironia a parte, una domanda seria la vorrei rivolgere all'Amministrazione comunale: con tutti questi interventi, Soriano è davvero diventato più bello? Perché raccogliere meglio i rifiuti è certamente importante. Modernizzare i servizi è importante. Ma Soriano è anche un borgo storico, e la sua bellezza è parte del patrimonio che dovrebbe essere valorizzato. E allora sarebbe interessante sapere quali valutazioni sono state fatte sull'impatto estetico delle nuove strutture e delle nuove illuminazioni e quale sia stato il confronto con gli organismi competenti per la tutela del patrimonio storico e paesaggistico.

Non è una questione di essere contro il progresso. È una questione di capire se il progresso, quando arriva, sa anche rispettare la bellezza. Perché il green va benissimo. Il PNRR anche. La tecnologia pure. Ma forse green non significa necessariamente grigio. Io sono tornato a Soriano per la Sagra della Castagna. Mi sono ritrovato anche alla Sagra del Cassonetto. E dalla prima alla seconda, diciamolo, è davvero un attimo.

Sindaco, una piccola provocazione: prima di accendere un'altra luce, proviamo ad accendere un'idea. Perché Soriano ha bisogno di crescere come destinazione turistica, di valorizzare i suoi numerosi beni, di costruire una strategia, una programmazione, una visione di sviluppo. Un finanziamento non dovrebbe essere un obiettivo in sé, né servire semplicemente a poter dire “abbiamo fatto”. Dovrebbe essere uno strumento per lasciare al territorio qualcosa di più: più servizi, più bellezza, più turismo, più economia, più futuro. Perché i finanziamenti pubblici non sono soldi che cadono dal cielo.

L'IVA la pagano i cittadini. Le rate dei mutui le pagano i cittadini. Gli investimenti sbagliati, quando lo sono, li pagano i cittadini. E allora la domanda non è soltanto: “Quanto siamo riusciti a finanziare?” La domanda vera dovrebbe essere: “Che Soriano vogliamo lasciare tra dieci anni?” Perché prendere un finanziamento è importante. Saperlo trasformare in sviluppo lo è molto di più. E magari, Sindaco, prima di accendere un'altra luce...accendiamo una visione.

 

 

La riflessione di un cittadino tornato a Soriano nel cimino




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