

VITERBO – ''Sono Ombretta, una bellissima ragazza di 25 anni in cerca di cazzi. Chiamate se avete voglia di scoparmi''. Un messaggio sul portale www.chichiama.it e un numero di telefono da contattare se interessati all’offerta.
Sembrerebbe uno dei tanti annunci che riempiono le pagine web, peccato che la bellissima Ombretta in questione sia una ragazza per bene, tutt’altro che intenzionata a vendere il proprio corpo. E il cellulare quello del suo compagno. Entrambi all’oscuro di quello che stava accadendo.
''Ricevevo chiamate da numero sconosciuti alle ore più assurde della notte: dall’altra parte della cornetta mi chiedevano tutti di Ombretta. Dicevo che avevano sbagliato numero e riagganciavo'' ha spiegato Claudio C., ''all’inizio non ci facevo caso, pensavo fossero dei banali errori. Ma le telefonate sono proseguite per giorni, così ho fatto delle ricerche.''.
Fino alla clamorosa scoperta: ''Il numero era registrato su un sito di incontri e l’annuncio che lo accompagnava era scritto a nome di Ombretta, la mia attuale compagna: era un vero e proprio richiamo sessuale, che ha fatto abboccare non pochi uomini.''.
Immediata la denuncia contro ignoti e le indagini della polizia, che, dopo pochi giorni, hanno dato un volto e un nome all’artefice del misfatto: la ex dell’uomo, incastrata dal numero della rete fissa a cui il computer era collegato.
Una vendetta, uno scherzo finito male, quello che oggi vede la giovane D.I. alla sbarra nelle aule del tribunale viterbese. A pendere su di lei le accuse di molestie e diffamazione.
''Abbiamo vissuto delle giornate alquanto turbolente: da ricerche successive abbiamo scoperto che all’annuncio erano stati correlati più numeri di telefono – ha spiegato la parte offesa – tra questi anche quello di mia suocera. La chiamavano chiedendole di me in maniera molto esplicita. Una volta provò ad attaccare e dall’altra parte le dissero di non fare la timida. E' stato imbarazzante e vergognoso dovermi giustificare di cose che non avevo mai fatto. Per questo non ho intenzione di ritirare la querela.’’.
Si tornerà in aula il prossimo 5 giugno.