ANNO 16 n° 275
''Sono intervenuto
per sedare la lite''
Ervin Di Maulo davanti al gip respinge le accuse e racconta la sua versione

VITERBO - Si è svolto questa mattina nel penitenziario viterbese, l’interrogatorio di garanzia a carico di Ervin Di Maulo, il 29enne finito in carcere lunedì scorso con le accuse di lesioni aggravate e minacce.

Il giovane viterbese, già conosciuto alle forze dell’ordine e colpito da Daspo, era stato arrestato perché ritenuto il responsabile, insieme ad altri tre minorenni (G.P.G., M.G. e P.L) denunciati in concorso, di una rissa avvenuta in via San Lorenzo il primo ottobre scorso, quando due ragazzi erano stati picchiati con la fibbia metallica di una cintura.

“Non sono stato io”, ha detto Di Maulo ricostruendo la sua versione dei fatti al gip Franca Marinelli.

Si è detto soddisfatto dell’interrogatorio (andato avanti per oltre un’ora), l’avvocato Remigio Sicilia. “Il mio assistito ha raccontato la dinamica dell’episodio, riferendo di non aver colpito nessuno e di essere intervenuto solo in un secondo momento”, ha detto il legale.

Di Maulo, infatti, ha affermato di essere stato chiamato telefonicamente dagli altri tre ragazzi coinvolti nella rissa.

“Hanno chiamato il mio assistito perché abita a 50 metri dal luogo in cui è avvenuta la lite. Lui è intervenuto per sedare gli animi”.

L’avvocato Sicilia, al termine dell’interrogatorio, ha presentato un’istanza di revoca della misura cautelare o, in alternativa, “di sostituzione con una più leggera”.

Il gip Marinelli si è riservato e, adesso, ha cinque giorni di tempo a disposizione, per la decisione.




Facebook Twitter Rss