ANNO 16 n° 272
Smorfie e gestacci, condannato per stalking
La vittima un contadino di 80 anni, alla sbarra il vicino di terreno

VITERBO – Due anni di gestacci, smorfie e ingiurie urlate dall’altra parte della recinzione. E una vita che non era più vita per un anziano contadino nelle campagne di Acquapendente. Due anni di continue prese in giro, derisioni e sberleffi. Così la decisione di istallare una telecamera per riprendere il vicino di terreno e raccogliere tutte le prove necessarie per denunciare l’incubo che stava vivendo. Attaccato alla rete di confine, C.F. avrebbe passato le sue giornate a fissare l’80enne e a dedicargli gesti di sdegno e minaccia: ''Faceva finta di spararmi con le dita o ti imbracciare la zappa come fosse un fucile – aveva raccontato l’uomo, costituitosi parte civile durante il processo – fischiettava, urlava. Faceva di tutto per attirare la mia attenzione e poi umiliarmi''.

Finito alla sbarra con l’accusa di stalking, C.F. è stato condannato a 6 mesi di reclusione e al pagamento di tremila euro di provvisionale. Che si andranno ad aggiungere al risarcimento danni da quantificare in sede di processo civile.

Soddisfatta la difesa di parte civile, l’avvocato Valerio Mazzatosta: ''Quest’uomo anziano aveva come ognuno di noi il sacrosanto diritto di vivere in pace la sua vita. Invece a causa del vicino è stato costretto a modificare il suo stile di vita. A rinunciare ad una giornata in campagna. E soprattutto è stato costretto anche a subire insulti e derisioni in riferimento alla malattia del figlio. Una situazione che, da genitore, lo fa soffrire e non poco''.

''Nessuna bambinata'', dunque, come ha provato a definirla la difesa dell’imputato. ''Nessuna sciocchezza''. Per il giudice quei gesti, quegli insulti, quella presenza costante nella vita dell’uomo rappresentano un reato di cui C.F. si è reso responsabile. Per questo è arrivata la condanna.




Facebook Twitter Rss