ANNO 16 n° 267
Smog e salute: Viterbo tra le migliori città, Roma e Frosinone le più critiche nel Lazio
Legambiente lancia l’allarme sulla qualità dell’aria in Italia

VITERBO - Secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), nonostante i progressi generali nella qualità dell'aria, gli attuali standard normativi dell'UE non sono ancora rispettati in tutta Europa. A questa situazione si aggiunge il fatto che, se si considerano i più recenti limiti raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 96% della popolazione urbana è esposta a livelli pericolosi di particolato fine (PM2.5), il 94% a concentrazioni elevate di Ozono (O3), l'88% a livelli preoccupanti di Biossido di Azoto (NO2) e l'83% a valori di PM10 superiori ai limiti di sicurezza.

In questo contesto, l’Italia appare ancora molto indietro. I dati sull'inquinamento atmosferico registrati nelle città capoluogo di provincia nel 2024 confermano questa tendenza, con un quadro che, come negli anni precedenti, evidenzia più ombre che luci. 

La situazione nel Lazio: i dati del 2024

Legambiente ha analizzato la qualità dell'aria nelle principali città del Lazio, evidenziando significative differenze tra i vari capoluoghi. In particolare, Viterbo emerge come la provincia con la migliore qualità dell'aria di tutta la regione. Ecco i dati:

Città

PM10

NO2

Riduzione necessaria PM10

Riduzione necessaria NO2

Frosinone

26

23

-23%

-11%

Latina

21

24

-6%

-18%

Rieti

18

15

-

-

Roma

25

30

-19%

-32%

Viterbo

19

19

-

-

La situazione a livello nazionale 

A livello nazionale, il 2024 ha visto 25 capoluoghi di provincia superare il limite dei 35 giorni all'anno con concentrazioni di PM10 superiori a 50 µg/mc. Le centraline di monitoraggio in tutta Italia hanno rilevato numerosi sforamenti, confermando la criticità della situazione. Ecco le città con il numero più elevato di giorni oltre il limite:

Città

Giorni di superamento PM10

Frosinone-Scalo

70

Milano-Marche

68

Verona-Borgo Milano

66

Vicenza-San Felice

64

Padova-Arcella

61

Venezia-via Beccaria

61

Napoli

57

Torino

55

Monza

54

Treviso

53

L'analisi delle centraline evidenzia che non solo in alcune città, ma in più zone delle stesse, si superano ripetutamente i limiti di legge, rendendo l’inquinamento atmosferico un problema diffuso e non localizzato.

Le proposte di Legambiente 

Legambiente evidenzia che l'Italia è indietro nel rispettare gli obiettivi per il 2030. La normativa europea abbasserà il limite per il PM10 a 20 µg/mc, ma il 97% dei capoluoghi non rispetta questo valore, un segnale di urgenza per tutelare la salute.

Legambiente propone misure strutturali come il potenziamento del trasporto pubblico e la limitazione progressiva delle auto nei centri urbani, insieme alla creazione di aree pedonali e percorsi ciclabili. Viene promosso l’uso della mobilità leggera e il modello “15 minuti” per rendere i servizi essenziali raggiungibili a piedi. Si suggerisce di abbandonare le caldaie a gasolio e carbone e ridurre le emissioni di metano. Inoltre, è necessario rivedere il sistema degli allevamenti intensivi per migliorare la qualità dell’aria.

Per il Lazio, questo implica l'adozione di politiche concrete, come il miglioramento del trasporto pubblico, la riduzione del traffico veicolare privato e misure più severe per il riscaldamento domestico e le attività agricole. In questo contesto, la campagna itinerante “Città2030”, che è partita da Milano e toccherà 20 città italiane fino a marzo, ha l’obiettivo di monitorare e sensibilizzare sulle politiche ambientali in atto.

Pur avendo valori meno critici, anche Viterbo e Rieti non sono esenti da problemi. Le concentrazioni di PM10 e NO2 devono essere ulteriormente abbassate per garantire un ambiente salubre per tutti. L’appello di Legambiente è forte e chiaro: senza azioni tempestive e incisive, il Lazio e l'intera Italia rischiano di arrivare impreparati al 2030, quando entreranno in vigore le nuove normative europee sulla qualità dell'aria.




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