ANNO 16 n° 272
Foto precedente
Foto successiva
Simon, elicotterista per un giorno
L'Aves e Make a Wish Italia realizzano il sogno di un bambino austriaco

di Antimo Verde

VITERBO - Un bambino di sette anni malato di leucemia realizza il sogno della sua vita: volare a bordo di un ''bellissimo elicottero con due rotori, come quello visto in tv''. Il modello in questione è il CH-47F ''Chinook'' dell'esercito italiano che il piccolo Simon, austriaco e appassionato di velivoli, ha visto al telegiornale in un servizio sul terremoto di Ischia. Il suo desiderio, grazie a mamma e papà e all'aiuto dell'Aves, è stato ora esaudito.

È questa l'emozionante storia che ha avuto come scenario, nei giorni scorsi, l'aeroporto militare ''Tommaso Fabbri'' di Viterbo, dove operano i reggimenti Antares e Scorpione dell'esercito. A renderla possibile è stata una lettera scritta dai genitori a Make a Wish, un'associazione no profit che attraverso le donazioni si occupa di esaudire i desideri di bambini e ragazzi, di età compresa tra i 3 e i 17 anni, affetti da gravi patologie. Finora ne sono stati esauditi 415.000 in tutto il mondo.

Simon è grave, per i medici non c'è più tempo per aspettare. Il bambino e la sua famiglia partono allora per l'Italia, destinazione Viterbo, dove vengono accolti dal comandante dell'Aves, il generale Paolo Riccò, e dai suoi militari. Il piccolo arriva in pista con il giubbotto da aviatore e sale a bordo del CH-47, pronto per decollare. È una bella mattina di sole. Simon prende posto in cabina di comando insieme ai piloti, con mamma e papà accanto. L'elicottero si alza in volo e solca il cielo per un'ora, un giro sopra il lago di Bolsena e poi ad ovest, là dove c'è il mare. Simon guarda in giù. Sta volando, è tutto vero. È felice.

Una giornata che i cavalieri dell'aria ricorderanno a lungo. ''Tutto il personale dell'Aves che ha collaborato alla realizzazione del sogno di Simon – ha raccontato il comandante Riccò –, lo ha fatto con l'esperienza e la sensibilità che mette in campo tutti i giorni nello svolgimento del proprio dovere''. C'è stata commozione tra l'equipaggio. ''Come fa a non esserci? – ha aggiunto ai microfoni del Tg2 – Portiamo un'uniforme ma siamo sempre padri di famiglia''.




Facebook Twitter Rss