ANNO 16 n° 274
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Ernesto Bruziches
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''Signori? Un tacchino impomatato''
L'ex segretario Confartigianato Ernesto Bruziches a processo per diffamazione

VITERBO – (b.b.) Una mail piena di insulti e pungente ironia. Parole denigratorie e offensive nei confronti del presidente di Confartigianato nonché rappresentante Fidimpresa Stefano Signori. A riceverla? ''Solo'' tutti gli iscritti alla newsletter giornaliera dell’associazione. Un numero che si aggira tra le 500 e le 600 persone.

È marzo del 2012 quando, l’ex segretario di Confartigianato, Ernesto Bruziches, invia parole cariche di disprezzo e scherno nei confronti dell’intero sistema organizzativo dell’associazione di via Garbini e del suo diretto rappresentante. Centinaia i lettori, tra piccoli imprenditori, artigiani e impiegati di istituti di credito, che restano basiti.

La vicenda balza immediatamente sotto i riflettori: la lettera, pubblicata sui giornali, fa il giro del web e della città in poche ore, facendo balzare il nome di Signori – che Bruziches chiama espressamente ''quel tacchino impomatato'' - e dei ''suoi compagni di merenda'' in tutta la regione.

La denuncia scatta immediatamente ma è comunque troppo tardi. ''Il mio nome è stato infangato, la mia credibilità lesa – ha sottolineato Signori, in aula, davanti al giudice Giacomo Autizi – il rapporto tra imprese, organizzazione e istituti di credito si basa sulla fiducia. Se questa viene a mancare, crolla l’intero equilibrio. E in quel momento è crollata: decine le chiamate che mi sono arrivate per avere chiarimenti. La gente credeva a ciò che aveva letto. È stato molto difficile tornare alla normalità''.

Una normalità, ad oggi, ristabilita per tutti. Tranne per Ernesto Bruziches, sotto processo per diffamazione e che rischia, in caso di condanna, una pena fino a tre anni di reclusione.




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