ANNO 16 n° 272
Si inasprisce la battaglia della mamma di Viterbo per riavere i figli
I bambini collocati presso il padre, finito sotto processo per maltrattamenti verso la donna

VITERBO - (M.D.L.) Si inasprisce la battaglia di Grazia (nome di fantasia), la mamma di Viterbo, per riavere i bambini. Da un anno, fratello e sorella di 10 e 9 anni, sono stati collocati presso il padre: costretti a cambiare città, lasciare la madre, la scuola, gli affetti e l'ambiente in cui erano cresciuti fino a quel momento. Da cinque mesi viene negato a Grazia anche il diritto di vedere i figli “e chissà per quanto tempo ancora” dice la donna. I bambini non vedono neanche la sorella maggiore. Si trovano presso il padre che nel frattempo è finito sotto processo per maltrattamenti in famiglia nei confronti della stessa Grazia. Processo che si avvia verso la conclusione, con la prossima udienza fissata per novembre. Fino a qualche mese fa Grazia riusciva a vedere i figli, un'ora a settimana, ma adesso le viene impedito anche questo.

A determinare lo “strappo” la relazione di un'assistente sociale di Viterbo che l'ha definita “ostativa” all'altra figura genitoriale. Nei documenti non si fa mai riferimento al fatto che la donna abbia denunciato il padre dei suoi figli per maltrattamenti domestici.

Prima della decisione dell'assistente sociale, nel procedimento per l’affido dei minori al tribunale di Viterbo la ctu non aveva riscontrato alcun disagio nella vita dei bambini con la mamma chiedendo che rimanessero collocati presso di lei. Contro l'assistente sociale di Viterbo, che ha presentato una relazione di tenore opposto, Grazia ha sporto denuncia. Il suo non sarebbe neanche il solo caso di questo tipo a Viterbo.

Sulla scia di quella relazione anche i servizi sociali di Roma che, a tutt'oggi, nonostante le numerose mail di sollecito, non organizzano gli incontri con la madre.

Nel frattempo, però, la Corte d'appello ha accolto il ricorso presentato dalla legale civilista della donna per rivedere e valutare la competenza del Tribunale dei minori che ha sospeso la responsabilità genitoriale materna.

Intanto la donna sta trovando un sostegno morale e psicologico in Maria Paola Angelini, una icona del volontariato che da oltre 52 anni è attiva in associazioni, iniziative e progetti in questo ambito.

''Ho conosciuto Grazia ad un convegno – racconta – mi ha colpito molto la tenacia di questa donna e la grande sofferenza fisica e psicologica che sta provando questa madre e i suoi figli. Sono 5 mesi che sono sospesi gli incontri protetti e questi bambini vivono in queste battaglie giudiziarie da anni in un’ età così delicata Questo percorso così duro per i suoi bambini lascerà sicuramente traccia. Dove andrà a sfociare? Saranno vite segnate da queste azioni superficiali e delittuose. Grazia ha un vissuto che si conosce, non è psichiatrica, né pericolosa, questa situazione quindi ci lascia molto perplessi. Oggi non possiamo fare a meno – prosegue Maria Paola Angelini – di misurarci con la dimensione relazione e questo comporta entrare nei problemi dell'altro e cercare di risolverli come se fossero propri. Per quanto mi riguarda non farò mancare il mio sostegno morale e psicologico a questa madre che sta soffrendo moltissimo''.




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