

GROSSETO - ''Non è possibile, non ci credo''. Queste, come riporta Il Tirreno, sono le uniche parole che Janet Matouskova è riuscita a pronunciare di fronte agli inquirenti dopo aver trovato il corpo del compagno, Bruno Bellucci, disteso a terra in un lago di sangue, nella casa popolare di via Rossini, a Grosseto, dove vivevano. Ė stata lei a chiamare i soccorsi, ma per Bellucci, 57 anni, originario del Viterbese, non c’era più niente da fare.
Lunedì mattina. Bellucci esce intorno alle 8 per andare all’orto a controllare che tutto sia in ordine, poi, appena tornato a casa, beve un caffè con un amico. Lo facevano sempre, tutte le mattine, ha poi confermato l’amico. Verso le 11,30, poi, torna a casa Janet, la sua convivente, e lo trova in camera, sdraiato sul pavimento, a faccia in giù, con la testa fracassata. Chiama i soccorsi ma il 57enne è già morto. I vicini di casa non avrebbero sentito rumori. Si sono allarmati quando hanno visto arrivare l’ambulanza e poi le auto della polizia e della scientifica. La Matuoskova è rimasta lì, attonita, sconvolta. Poi è stata condotta negli uffici della questura, dove sono stati sentiti anche i vicini e i conoscenti della vittima per ricostruire le sue ultime ore di vita.
Per capire cosa sia successo in quella casa a pianterreno di via Rossini bisognerà attendere l’esito dell’autopsia che verrà svolta nei prossimi giorni all’obitorio dell'ospedale della Misericordia di Grosseto. Due le ipotesi avanzate dalla procura: Bellucci potrebbe aver avuto un malore, quindi potrebbe essere caduto e ferirsi alla testa. Oppure, seconda pista e completamente opposta, potrebbe essere stato ucciso mentre era solo in casa. Al momento la morte per cause naturali sembra essere l’ipotesi più accreditata anche se, si legge sempre su Il Tirreno, il sostituto procuratore Maria Navarro, titolare dell’inchiesta, ha ripetuto più volte agli uomini della Mobile di controllare le dita e i polpastrelli della vittima. Se fosse stato aggredito, infatti, avrebbe sicuramente tentato di difendersi. Ma il quadro completo, come detto, si avrà solo quando arriveranno i risultati dell’esame autoptico.