ANNO 16 n° 275
Si aggrava la pena per Ismail Rebeshi, il boss che intimidì un pubblico ufficiale viterbese
Quattro mesi di reclusione in più per il boss 41enne

VITERBO - Inflitti ieri quattro mesi di carcere in più rispetto al tempo previsto dalla condanna iniziale a Ismail Rebeshi, il boss albanese 41enne accusato di aver intimidito un maresciallo dei Carabinieri: il reato che sussiste è quello di minaccia grave.

All’inizio a Rebeshi era toccato un processo per i reati di oltraggio a pubblico ufficiale e diffamazione aggravata. Tre mesi fa, durante l’udienza per le requisitorie, la Procura di Viterbo aveva chiesto una condanna a dieci mesi di reclusione.

I fatti fanno capo a un sodalizio criminale retto da Ismail Rebeshi e dal calabrese Giuseppe Trovato, smantellato con la conclusione dell’operazione Erostato nel 2019, che portò a 13 arresti. Le vicende si sono consumate tra il 2017 e il 2018. Rebeshi avrebbe fatto giungere minacce alla vittima tramite chat.

L’uomo è recluso a Cuneo in regime di detenzione di 41 bis ed è stato difeso dall’avvocato Roberto Afeltra durante il giudizio. Per quanto riguarda invece la parte civile, il militare del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Viterbo, ha avuto la difesa del legale Remigio Sicilia: ieri, per la vittima, il giudice Roberto Cappelli ha stabilito una provvisionale di 2 mila euro.




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