ANNO 16 n° 275
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Sgominato sodalizio criminale, avevano
i cinesi nel mirino
Cinque le persone arrestate a Viterbo dagli uomini della Squadra Mobile

VITERBO – (ale.ser) “Los Tombos” è il nome dell’operazione con cui la Squadra mobile di Fabio Zampaglione, in collaborazione con i colleghi di Lodi, Roma e Brescia, ha smantellato un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine.

“Los Tombos”, tradotto in italiano con “gli sbirri”, era anche il segnale d’allarme con cui i pali (sempre le donne) avvisavano i complici, già intrufolatisi negli appartamenti prescelti dopo essersi calati dal tetto, che era meglio darsela a gambe.

Sono tredici le persone (otto uomini e cinque donne), tutte di nazionalità sudamericana, finite in manette all’alba di oggi durante un blitz che ha interessato, oltre le città prima citate, anche la provincia milanese (Vimercate, San Donato, Rozzano, Cernusco sul Naviglio, Paullo), Crema, Bergamo e Latina.

“Le indagini erano partite il 20 gennaio 2012 da un furto in appartamento a Lodi (a Cornegliano Laudense per l’esattezza, ndr) ma, col passare dei mesi, hanno interessato gran parte del Paese”. Fino a Viterbo dove, nel settembre scorso, un cinese proprietario di un esercizio commerciale nei pressi della Tangenziale Ovest subì un furto nella sua abitazione per oltre trentamila euro tra contanti e gioielli.

“Vittime prescelte del sodalizio – ha spiegato il capo della Mobile – erano quasi sempre cittadini di nazionalità cinese probabilmente per via della loro propensione di tenersi i soldi in casa e non denunciare”.

Le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni telefoniche servizi di pedinamento e appostamento e monitoraggi satellitari, hanno evidenziato il modus operandi estremamente collaudato dell’organizzazione. “Una volta scelto il bersaglio ne studiavano gli orari e le abitudine”. Poi colpivano. “Le donne facevano da palo e gli uomini, solitamente in due, si introducevano negli appartamenti calandosi dal tetto come acrobati (la loro agilità è dovuta anche al fatto che, generalmente, i sudamericani sono di corporatura minuta, ndr)”. In caso di ''avvistamenti  pericolosi” (leggi polizia) la parola d’ordine era “Los Tombos, los tombos!”.

E tutti insieme se la davano a gambe. Dividendosi per far perdere le loro tracce ma mettendosi d’accordo precedentemente sul posto in cui si sarebbero dovuti incontrare. Proprio come avvenne a settembre nel capoluogo. “La donna (C.D., 42 anni, colombiana, ndr) fuggì a piedi, mentre i due uomini (S.G., 32, guatemalteco e M.C., 33, colombiano, ndr) scapparono in auto. Ci fu un inseguimento durante il quale venne speronata un’auto della polizia”. Ma, alla fine, scattarono le manette per tutti e tre e vennero rinchiusi nel penitenziario viterbese, dove questa mattina gli è stata notificata un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare.

Gli altri due arrestati a Viterbo sono invece: R.A., 42, guatemalteco, e C.D., 33, colombiana, (scovata a Vitorchiano, nell’appartamento di alcuni connazionali che la ospitavano).

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