ANNO 16 n° 274
Foto precedente
Sgominato ampio giro di spaccio
Ventuno persone in manette:
i particolari dell'operazione Tsunami

VITERBO – Ventuno custodie cautelari ai domiciliari, con l’accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, sono i provvedimenti destinati a diciotto italiani e tre stranieri (due egiziani e un romeno) tutti domiciliati tra la Capitale ei comuni di Ronciglione, Caprarola, Capranica, Sutri e Bracciano, arrestati questa mattina all’alba dai carabinieri del Comando provinciale di Viterbo. Hanno tra i 19 e i 30 anni d'età.

L’operazione, denominata Tsunami per dare la misura dell’esteso traffico di droga, ha visto l’impiego di centocinquanta uomini dell’Arma, con l’ausilio di unità cinofile e reparti aeromobili. Tra gli arrestati anche figure di spicco dello spaccio nei quartieri romani di Montespaccato e Primavalle.

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Viterbo Pepe, su richiesta avanzata dalla procura della Repubblica. “Si tratta di una complessa e prolungata attività di polizia giudiziaria, coordinata dal pm Paola Conti – spiega il comandante del nucleo provinciale dell'Arma, colonnello Mauro Conte -, originatasi in realtà in maniera casuale. Lo scorso anno, a seguito di una denuncia per maltrattamenti presentata da una coppia di genitori nei confronti del figlio, abbiamo arrestato un venticinquenne di Ronciglione. Durante la perquisizione nella sua abitazione, sono stati rinvenuti 2 chili di hashish, oltre a materiale vario per il confezionamento delle dosi, un bilancino di precisione, due coltelli a serramanico e un tirapugni”.

Da lì l’avvio delle indagini che hanno visto il territorio della bassa Tuscia come centro di un sistema di spaccio “pony express”: secondo gli investigatori la droga veniva, infatti, ordinata per telefono dagli assuntori e portata da Roma direttamente a domicilio dai pusher. Alcuni scambi di stupefacenti sono stati documentati dai carabinieri fuori da istituti scolastici della zona, con gli studenti destinatari della droga proveniente dalla Capitale, ma nella maggior parte dei casi era l’esterno di un negozio di ortofrutta di Ronciglione, gestito da due fratelli egiziani, il presunto luogo di vendita e acquisto. Destinatari - cioè i clienti - sarebbero stati per lo più giovani minorenni.

“In questa operazione abbiamo saputo coniugare i metodi tradizionali di investigazione – aggiunge il comandante del nucleo di Ronciglione, capitano Carlo Scotti – con evolute analisi tecniche dei dati. Riscontri incrociati, testimonianze e osservazioni ci hanno portato a scoprire questa fiorente e frenetica attività di spaccio”. Hashish, cocaina, ma anche colture di funghi allucinogeni tra le sostanze sequestrate.

Un’importante attività di prevenzione sul territorio, dunque, ma lo Tsunami non finisce qui. Per stessa ammissione del colonnello Conte, presto infatti potrebbero esserci nuovi sviluppi e nuovi provvedimenti. L’onda continua.

Facebook Twitter Rss