ANNO 16 n° 274
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Il maggiore Gesmundo e il capo della squadra mobile Zampaglione
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Sgominata una banda di ladri dell'est
Colpivano soprattutto negozi e supermercati, la merce veniva poi rivenduta

VITERBO - Vestiti, taniche di gasolio, ricetrasmittenti, attrezzi da scasso, pneumatici. C'è un po' di tutto nei magazzini trasformati in depositi da una banda di ladri dell'est Europa e scoperti a seguito di un'operazione congiunta da polizia e carabinieri, riusciti dopo mesi di indagini a sgominare l'organizzazione.

Nove persone, uomini e donne, tutti nullafacenti che vivono di espedienti. Di furti, principalmente. Il tutto nasce in estate, quando nel comune di Vitorchiano si verifica un aumento vertiginoso di colpi nelle abitazioni. I cittadini sono in allarme, le forze dell'ordine intensificano i controlli e riescono a risalire a uno dei tre depositi (tutti a Viterbo città) utilizzati dalla banda per nascondere la refurtiva.

''Non siamo ancora certi di poter collegare questa banda agli episodi avvenuti a Vitorchiano - spiega il maggiore dei carabinieri Raffaele Gesmundo - fatto sta che, dopo il blitz nel loro deposito, i furti in quel comune sono di colpo crollati vertiginosamente. Probabile che la banda, sentendo puzza di bruciato, abbia deciso di cambiare obiettivi''.

Dalle ville si passa così a negozi e supermercati, dove il gruppo, che agisce con due cellule separate, utilizza due principali strategie: rimuovere le etichette antitaccheggio dai prodotti con strumenti appositi o infilare la merce in borsoni schermati dagli antifurti. Oltre venti i colpi accertati: nei casi peggiori, si arraffava tutto e ci si dava alla fuga, in barba agli allarmi scattati nel frattempo.

''Dalle intercettazione telefoniche - prosegue Fabio Zampaglione, capo della squadra mobile di Viterbo - emerge che all'interno della banda ci fosse una sorta di graduatoria, si lodavano i membri più attivi criticando invece i meno intraprendenti. Uno di loro si vantava di aver sgraffignato un profumo in un centro commerciale appena lo aveva adocchiato, subito lodato da una donna che lo considerava un esempio da seguire per gli altri''.

La banda aveva continua necessità di soldi, e così rubava il gasolio da altre auto per potersi spostare sui propri mezzi. Nei magazzi sono state rinvenute migliaia di litri di carburante. I colpi avvenivano principlamente a Viterbo, con qualche eccezione a Orte, Ronciglione e Terni. I pneumatici provenivano quasi tutti da un unico rivenditore, colpito in tre occasioni distinte nel corso dell'anno.

''La merce - aggiunge Zampaglione - veniva poi rivenduta attraverso il passaparola. Spesso era talmente tanta che, per trovare acquirenti, era necessario praticare grandi sconti. In altri casi, se non si riusciva a piazzarla in Italia, veniva spedita direttamente all'estero''.

Tutti e nove i membri della banda avevano un domicilio a Viterbo. Il bottino sequestrato è stato restituito in gran parte ai legittimi proprietari quando è stato possibile identificarli. Il cibo è stato donato in beneficenza così come le taniche di gasolio, messe a disposizione della Misericordia.

Per otto dei componenti del gruppo sono scattate misure cautelari: uno è agli arresti domiciliari, sette hanno l'obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria, l'obbligo di dimora a Viterbo e il divieto di allontanamento dalla propria abitazione dalle 21 alle 6.

Oltre al nucleo ''viterbese'' del gruppo, erano presenti anche complici che dall'est Europa si facevano ospitare per pochi giorni nella Tuscia: il tempo di razziare qualche negozio per poi far perdere le proprie tracce in pieno stile ''mordi e fuggi''.

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