ANNO 16 n° 274
Foto precedente
Foto successiva
Sgomberata la piscina comunale di Nepi
Eseguita l’ordinanza di rilascio
della struttura in via Giannelli

Avvocato Andrea Santini: “L’atto è illegittimo e non abbiamo alcuna intenzione di eseguirlo”.

Avvocato Lucrezia Vaccarella: “Ma quale atto illegittimo: siamo di fronte ad un provvedimento amministrativo in piena regola che deve essere esecutivo”.

Avvocato Andrea Santini: “Neanche per idea, non siamo disposti a spostarci da qui. Soltanto nel caso in cui intervenga una forza pubblica allora rilasceremo l’immobile e, comunque, avremo poi modo di valutare se un pubblico ufficiale ha il potere di rendere esecutiva l’ordinanza di sgombero”. (E così fu). 

Un botta e risposta andato avanti per oltre un’ora quello tra l’avvocato Santini e la collega Vaccarella. Oggetto del contendere: la piscina comunale di Nepi. Meglio: il mancato pagamento al Comune da parte dei gestori della struttura del canone annuale di concessione, ovvero 25mila euro più Iva. Questa la tesi della Vaccarella, rappresentante legale del Comune. Totalmente diversa la versione dei gestori. “Abbiamo eseguito lavori per duecentomila euro che avrebbero dovuto essere scalati dall’affitto e, invece, così non è stato”, spiega Massimiliano Andreucci, deciso più che mai a non mollare la presa. “Non indietreggeremo di un passo”, garantisce l’avvocato Santini. 

I fatti. Tutto ha inizio nell’ottobre 2009, quando le società Asd Larus Nuoto e Nepi Nuoto costituiscono “associazione temporanea di impresa con espresso riferimento di mandato speciale e rappresentanza alla società Asd Larus in qualità di capogruppo mandataria”. Il contratto stipulato prevede “l’obbligo da parte del gestore di corrispondere al Comune il canone di concessione di 25mila euro più Iva annui, come offerto in sede di gara”. Circostanza che non si sarebbe verificata. 

“Considerato che l’Ati Asd Larus Nuoto e Nepi Nuoto sono rimaste inadempienti alle obbligazioni assunte - – si legge nell’ordinanza che porta la firma dell’architetto Vincenzo Girolami, responsabile del settore Assetto e gestione del territorio – si ordina il rilascio della piscina comprensoriale”. 

In realtà, secondo la controparte, ad essere inadempiente agli accordi sarebbe stato proprio il Comune, che non avrebbe scalato i duecentomila euro di lavori dal canone di concessione. 

L’ordinanza. Arriva in via Giannelli (lì dove è la sede della piscina comunale) martedì scorso (25 settembre) ma i gestori non hanno alcuna intenzione di lasciare la struttura, nonostante le sollecitazioni dell’amministrazione comunale. Ieri (28 settembre) l’epilogo della faccenda con il dispiegamento di tutte le forze dell’ordine del territorio - agenti di Polizia locale e Forestale, più carabinieri - per rendere esecutiva l’ordinanza di sgombero. 

Alla fine, dopo un paio di ore di tira e molla su cavilli giuridici da parte degli avvocati e dopo altre due ore utili per la ricognizione dei beni materiali presenti nella struttura, lo sgombero c’è stato. “Davanti all’esercizio di forza pubblico non ci opponiamo”, aveva promesso Santini e così ha fatto, riservandosi, tuttavia, di procedere in altre sedi. 

“Era naturale che ciò avvenisse: d’altronde – ha spiegato l’avvocato Vaccarella - la società capogruppo non si è opposta allo scioglimento del contratto. Ci tengo a sottolineare – ha concluso – che il Comune intende riaprire quanto prima la struttura con un nuovo gestore che, tra l’altro, ha partecipato alla gara d’appalto. Prezzi e funzionalità rimarranno invariati”.

Facebook Twitter Rss