

di Alessandra Pinna
‘’Chi amministra Viterbo dovrebbe tirare fuori i coglioni’’. Lo ha detto il critico d’arte Vittorio Sgarbi durante la presentazione delle opere del Padiglione Italia della Biennale di Vinezia, esposte a Palazzo degli Alessandri, rivolgendosi agli assessori alla Cultura del Comune e della Provincia, Enrico Contardo e Giuseppe Fraticelli. Un commento forte, tagliente, che però, potrebbe servire a rimuovere il torpore di Viterbo, città che, a detta di Sgarbi, ''potrebbe divenire un prezioso centro culturale''.
Nell’ambito della Biennale, il curatore del “Padiglione Italia”, Vittorio Sgarbi, scelto dal Ministero per i Beni Culturali in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ha presentato il progetto innovativo che si estende anche oltre i confini dell’Arsenale veneziano: le opere degli artisti chiamati a partecipare, infatti, sono esposte nelle città più importanti e prestigiose del nostro paese. E al fine di dare una visione di più ampio respiro dello spirito creativo dell’Italia, da sempre conosciuta come patria dei più grandi artisti della storia dell’arte. Viterbo è stata l’unica città del Lazio, oltre a Roma, ad ospitare le opere della Biennale.
Un vero e proprio “stato dell’arte” in cui protagonisti sono gli artisti indicati principalmente da una commissione, convocata dallo stesso Sgarbi. Per la Biennale di Viterbo il critico si è affidato ad Alfio Borghese e Pina Inferrera.
Un altro passo, tipicamente ‘’sgarbiano’’ è stato quello in cui il critico ha commentato la sede del’allestimento, Palazzo degli Alessandri: ‘’c'è un’aria da dopolavoro ferroviario o da casa di riposo per pensionati. Sembra un segnale di un mezzo fallimento per lo spirito. Questo allestimento assomiglia più ad un tentativo artigianale che ad una vera e propria mostra - ha proseguito Sgarbi - nonostante ciò, apprezzo il lavoro e il coraggio dei curatori che hanno messo in piedi l’esposizione’’. Il prestigioso palazzo, risalente al XIII secolo e salvato da Papa Innocenzo IV dopo la fuga della città da parte della famiglia Alessandri e dei Gatti, a detta di Sgarbi, dovrebbe essere sottoposto ad una serie di lavori, soprattutto di illuminazione, commentata addirittura ‘’funerea’’ per via del neon.
Ma d’altronde Sgarbi non sarebbe Sgarbi senza quella punta di critica che tutti siamo abituati a vedere.
Alla presentazione di ieri pomeriggio erano presenti gli assessori del Comune e della Provincia, Enrico Contardo e Giuseppe Fraticelli. I due si sono detti soddisfatti per il progetto allestito a Palazzo Alessandri nonostante le bacchettate di Sgarbi.