ANNO 16 n° 267
Sgarbi assolto dall’accusa di riciclaggio del quadro di Rutilio Manetti
Il gup di Reggio Emilia: “Insufficienza di prove”. La procura aveva chiesto oltre tre anni di reclusione

 

VITERBO – Vittorio Sgarbi è stato assolto dall’accusa di riciclaggio in relazione al caso del dipinto “La cattura di San Pietro”, attribuito a Rutilio Manetti. La decisione è arrivata ieri dal giudice dell’udienza preliminare di Reggio Emilia, al termine del rito abbreviato, con la formula della vecchia insufficienza di prove. La procura aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.

L’inchiesta era stata inizialmente aperta dalla procura di Macerata, dove Sgarbi ha il domicilio a San Severino Marche, per poi essere trasferita a Reggio Emilia. Al centro delle indagini il racconto del pittore reggiano Lino Frongia, che riferì agli investigatori – e anche durante servizi giornalistici – di aver aggiunto una fiammella al dipinto su incarico del critico d’arte.

Secondo l’accusa, l’opera sarebbe stata rubata nel febbraio 2013 dal castello di Buriasco, in provincia di Torino, per poi riapparire nel 2021 come presunto inedito di Manetti nella mostra “I pittori della luce” a Lucca, curata dallo stesso Sgarbi. I carabinieri che hanno condotto le indagini avevano ricostruito che fosse stata realizzata anche una riproduzione 3D del dipinto in un laboratorio grafico di Correggio.

Sgarbi, già assessore a Viterbo e sindaco di Sutri, ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver rinvenuto il quadro all’interno di villa Maidalchina, nel capoluogo della Tuscia, acquistata dalla sua famiglia nel 2000.

Con l’assoluzione pronunciata dal gup si chiude, almeno in primo grado, una vicenda giudiziaria che aveva suscitato ampio dibattito nel mondo dell’arte e non solo.




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