ANNO 16 n° 275
Servizio psichiatrico trasferito e dimezzato, proteste
Da Belcolle a Montefiascone e con soli 4 posti letto. Perazzoni (Nursing Up) scrive alla Regione: ''Decisione scellerata''

VITERBO - Riportare a Belcolle il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) e potenziarlo. E’ quanto chiede con una lettera alla Regione Filippo Mario Perazzoni, segretario Area Nord Lazio del sindacato Nursing Up.

Da un mese, senza tanto clamore, il Servizio psichiatrico è stato spostato da Belcolle all’ospedale di Montefiascone. Dal trasferimento è conseguito il dimezzamento dei posti letto, passati da otto a quattro, mentre secondo le indicazioni della Regione in provincia di Viterbo ce ne dovrebbero essere almeno 30. Una decisione ''scellerata'', secondo Perazzoni, che scrive: ''Se prima, viste le più volte segnalate criticità del fatiscente reparto, era difficile che un paziente venisse curato con dignità ed in sicurezza, adesso è sicuramente impossibile. Il Servizio psichiatrico diagnosi e cura di Montefiascone, seppur nuovissimo e splendente, è troppo piccolo, severamente sottodimensionato rispetto alle esigenze, avendo soltanto 4 posti letto. Il corridoio è strettissimo, il giardinetto piccolo e scarsamente protetto, gli operatori sono accalcati in due stanze ed i pazienti in altre due. Il tutto, inoltre, è troppo lontano dalle nevralgiche necessità dell’ospedale di Belcolle: i pazienti sono a forte rischio medico, vista l’assenza di una qualunque articolazione ospedaliera. Manca la rianimazione ed il reparto di cardiologia, manca un vero pronto soccorso, mancano la Tac, la Risonanza Magnetica e tutte le tecnologie di supporto ad un reparto d’urgenza che si voglia considerare tale. Le nefaste conseguenze si stanno rivolgendo anche alla assistenza psichiatrica dell’ospedale di Belcolle, con il pronto soccorso pieno di pazienti in attesa di trovare un posto letto in psichiatria, parcheggiati per ore, addirittura giorni''.

Perazzoni si domanda ''se veramente è risultato impossibile trovare un reparto più adatto negli enormi corridoi e padiglioni di Belcolle oppure se è stato più semplice spostare i pazienti psichiatrici, quelli che fanno meno clamore, quelli peggio rappresentati, quelli che non vanno a votare''. E poi si rivolge alle istituzioni locali: ''Che fine hanno fatto i politici viterbesi? Perché si appendono le medaglie al petto per altre meritevoli iniziative sanitarie e dimenticano le famiglie ed i pazienti con problemi psichici?''.

Nursing up chiede quindi ''il ritorno del Reparto Spdc e del Day Hospital Psichiatrico afferente, presso il Presidio di Belcolle; l’assegnazione urgente dei 15 posti letto stabiliti nell’ultimo atto aziendale e mai riconosciuti; il potenziamento dell’organico assegnato con l’inserimento anche, della figura del terapista della Riabilitazione''. Per i Centri di salute mentale, invece, ''il varo definitivo dei Distretti psichiatrici A-B-C con il riconoscimento per ognuna, di una sola sede Distrettuale aperta sulle 12 ore con la presenza di una equipe multidisciplinare per le emergenze (attualmente sono presenti ben 5 sedi periferiche con ben 5 équipe multidisciplinari). Ciò crea un utilizzo improprio di personale in attesa per le emergenze, che potrebbe essere impiegato per un aumento delle attività domiciliari''.




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