ANNO 16 n° 275
Serie D - Viterbese: servono ritocchi
di qualità e quantità
Il mercato sta per aprire i battenti

                                                 di Domenico Savino

VITERBO - Il mercato di riparazione (sessione di dicembre) sta per aprire, mancano quindici giorni e già si inizia a sentire la ridda di nomi che possono fare al caso della Viterbese. Il mercato ha anche il suo fascino in questo senso: tutti si sentono direttori sportivi, ognuno ritiene di avere la bacchetta magica per risolvere i problemi.

Miracoli non se ne possono fare: la situazione della Viterbese è complessa di suo e il direttore sportivo Manfra, seguendo quotidianamente gli allenamenti, dopo aver avuto un colloquio con la squadra prima di Todi, si sta facendo un'idea di ciò che manca: poco o tanto spetta a lui deciderlo. In questa sede si tenta di fare la radiografia alla Viterbese, analizzando reparto per reparto ciò che è successo e provando a capire dove è necessario intervenire.

LA DIFESA - E' il reparto in cui c' è più necessità di operare e con una certa urgenza. Innanzitutto i numeri che non mentono mai: diciassette reti subite, ma non è la peggior difesa del campionato. Tra i pali si sono alternati, anche per una questione di under, Comentale e Scarsella: il loro rendimento è stato sempre sufficiente e hanno mostrato poche sbavature. In realtà sono scarsamente protetti dai compagni che gli giocano davanti: Conticchio opta per i quattro dietro che denotano diversi impacci, sia in fase di costruzione che di marcatura.

La fase difensiva, giova ricordare, deve essere collegiale; tutti devono collaborare a cominciare dal pressing delle punte sui portatori di palla avversari, almeno per infastidire, la produzione di gioco altrui. Anche il centrocampo non fa il filtro adeguato, ed ecco la spiegazione della difficoltà a difendere. Se poi si aggiunge che gli esterni bassi non spingono mai, non vanno al cross dal fondo, quindi non accompagnano l'azione, il quadro è competo.

Anche numericamente, dopo le decisioni sui fuori rosa e l'infortunio di Lenart non ci sono terzini destri a disposizione ed infatti a Todi ha giocato su quel lato Fapperdue che è un centrale, urgono ricambi e utilizzare gli uomini restanti nel loro ruolo naturale.

IL CENTROCAMPO - Anche questo reparto è ridotto all'osso. Il reintegro di Cristiano ha permesso di avere un mediano in più. Ma alla Viterbese manca come il pane un interno di qualità, un regista che costruisca il gioco ed un centrocampista in grado di inserirsi, per variare le trame d'attacco e rendere imprevedibile la manovra. Sabatino ed Aquino sono le alternative spendibili: hanno piedi per fare la differenza, ma tra scelte tecniche e infortuni hanno reso al di sotto delle aspettative.

Devono affettare i tempi per far lievitare il tasso qualitativo del reparto e della Viterbese. Manini e Mereu sono due esterni che svolgono il loro compito con diligenza, spesso ripiegano per aiutare la difesa e sprecano tante energie in tal senso; serve il sacrificio di tutti in questo frangente della stagione. Avrebbero anche loro bisogno di ricambi anche perchè Franzese è l'altro esterno superstite, viene da un infortunio e non è al massimo della forma.

L'ATTACCO - Si segna poco nel complesso, quindici le volte in cui si è gonfiata la rete avversaria (il Pontedera capolista ne ha fatto uno in più). Miglior marcatore è Morini con sei gol. Le alternative latitano: con Federici (inconsistente ed inspiegabile il suo scarso apporto, dopo la valanga di gol segnati la scorsa stagione) fuori dai piani tecnici, Conticchio si è affidato a Barra come riferimento centrale: dimostra voglia l'ex Cavese, ma deve trovare i gol, la migliore panacea per gli attaccanti.

A Todi la traversa gli ha negato la gioia, tuttavia i palloni giocabili per le punte sono davvero pochi e capitalizzare le occasioni diventa ardua impresa. Altro reparto in cui si è limitati dal punto di vista numerico e altre scelte vanno effettuate in questa direzione. Forse ne serve uno: il classico ariete, la punta che fiuta come un felino la porta.

Ma queste sono scelte che dovrà ponderare il neo ds Maurizio Manfra: in fondo il mercato apre i battenti tra due settimane.



Facebook Twitter Rss