ANNO 16 n° 273
Serie D - Viterbese,
problemi di crescita
La squadra fatica a diventare una ''grande''; la conferma con lo Spoleto

di Domenico Savino

VITERBO – Difetti di costruzione: la Viterbese nuovo corso, quella  - per intenderci – che è uscita rinnovata dal mercato dicembrino di riparazione – non riesce a dare la giusta continuità di risultati per allontanarsi dalla zona di mezzo della classifica e raggiungere lidi più sicuri per approdare nella griglia play off. La sensazione di aver perso altri due punti nella giornata in cui i “cugini” della Flaminia espugnavano il terreno dello Sporting Terni (terzo in classifica) è davvero molto forte.

Si va avanti ancora a piccoli passi, quando arriva un successo esterno non c’è l’immediata riprova casalinga, sembra che qualcosa freni sempre una squadra che continua a essere vittima del lungo processo di costruzione che è stato avviato allorquando Manfra è diventato direttore sportivo e la squadra è stata rivoltata come un calzino con una robusta campagna acquisti e un’altrettanto decisa dieta dimagrante. E quando si costruisce nel calcio c’è sempre il pericolo di alternare giornate di luna buona ad altre piuttosto abuliche e prive di guizzi emotivi.

E’ quello che sta accadendo alla Viterbese, che ha steccato l’appuntamento contro lo Spoleto. Inutile girarci intorno la squadra non ha convinto sia sotto l’approccio alla gara (piuttosto molle, a tratti svogliato) che nella conduzione di essa. Dall’altra parte ha trovato uno Spoleto che non aveva alcun interesse a fare la partita e si è tenuto ben stretto il punto finale. Una partita che sin da subito è stata di difficile interpretazione, chiusa da due squadre che si sono ristrette in venti metri di campo pensando prima a non prenderle. Quando ci si trova davanti a situazioni del genere vince chi trova lo spunto giusto, chi scava al proprio interno per arrivare in fondo alla contesa incolumi, con una toccata e fuga per fare proprio il bottino.

La Viterbese ancora non ha la capacità di venire a capo di circostanze del genere: sta lentamente crescendo, ha bisogno di tempo per adattarsi alle strettoie di un torneo dall’andamento strambo in cui solo Pontedera ed Arezzo hanno numero e uomini per fare la differenza. Questione di limiti che da un lato sono congeniti (sin dall’inizio del torneo la Viterbese è mancata nei momenti importanti) e dall’altro vanno ricondotti al processo di costruzione avviato a dicembre. Conticchio sta cercando di plasmare il gruppo ma i risultati tardano ad arrivare: manovra farraginosa, scarso utilizzo delle fasce (fondamentali nel 4-4-2), costruzione del gioco spesso affidata ai lanci lunghi (fatalmente preda delle difese), movimenti poco sincronici tra i reparti, attacco che nonostante i nomi punge poco anche perché i suoi componenti non fanno movimenti complementari e funzionali all’assetto tattico. La squadra, dunque, si perde in un imbuto tattico dal quale non ne esce facilmente.  In trasferta va un po’ meglio (ma senza illudersi) perché a “fare” la gara ci pensano gli avversari e gli spazi inevitabilmente si aprono.

Tuttavia bisogna essere attenti a fare pronostici sulla Viterbese troppo altalenante e ancora timorosa nello spiccare il volo. Inoltre la frase di Fiaschetti a Radio Verde “Al 70 per cento la squadra è già pronta per l’anno prossimo” fa capire come il progetto sia di più ampio respiro e che quindi tutto quello che viene di buono e prestigioso quest’anno lo si prende, ma la vera Viterbese (quella rivista e corretta a dicembre) sarà possibile ammirarla più avanti. Pertanto è necessario farsene una ragione: inutile rimestare ciò che poteva essere e non è stato, bisogna andare avanti e guardare solo in casa propria, sperando che il seme lanciato sbocci al più presto.

Merita un commento anche la vittoria della Flaminia a Terni: successo che consente di fare un balzo in avanti: più tre sulla penultima e tanto fieno in cascina per recuperare il terreno perduto . Il blitz fa tornare il sereno in casa civitonica dopo settimane grigie a interrogarsi su buone prestazioni a cui non facevano seguito le vittorie. Adesso è arrivato il momento di espugnare il Madami; quest’anno solo una vittoria in casa per Puccica e compagni e la concreta speranza di abbandonare la zona play out.



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