ANNO 16 n° 270
“Serata tranquilla”, ma gusto esplosivo: il nuovo lancio di Ringo con uno spot fiducioso
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi

VITERBO - I biscotti Ringo: il fascino di aggregarsi e “smaltirsi” strada facendo, per scivolare in un campo da calcio con i propri sogni in tasca e stupire gli adulti che non ci credevano. Uno snack che, nel decennio scorso, rimandava ad atmosfere esclusivamente maschili, che spesso e volentieri integravano nello spot una lunga billboard illustrativa degli ingredienti: cos’è successo? Adesso anche la dinamica merenda ha abbracciato uno storytelling plurale?

Sì, ed era ora: non solo maschietti coinvolti nelle partite abituali, ma anche ragazze con interessi agli antipodi, sempre gioiose di condividere momenti liberi. Una definizione, quella di tempo libero, già parzialmente dissonante rispetto al bambino – per sua definizione aperto al gioco e a vivere i carichi formativi come tale – e già completamente sgretolata da una linea promozionale inedita, che presenta una mega festa piena di divertimenti.

Dove? Non si sa bene, ma partiamo dall’origine. Il “prof” che accompagna la scolaresca in pullman, forse per uno dei tanto edulcorati “viaggi di istruzione” (al secolo… ‘A gita), chiede a due alunni assonnati se si fossero scatenati poco prima, di sera. Il maschietto è più vacillante, meno esperto di retorica, mentre la sua amica è compiacente al punto giusto ed esterna: “Serata tranquilla, prof”. Hmmm… Sarà vero?

Edulcorando anche noi il registro dialettale laziale, possiamo ammettere che il nostro docente è rimasto contento… E beffeggiato, senza utilizzare l’altra parola goliardica e spesso cara allo scherno. Ma chi non ha avuto atteggiamenti simili verso una figura di fatto sconosciuta, con cui non si è demandati a condividere i propri passatempi?

Secoli di pedagogia ci crolleranno in fronte, ma intanto, Ringo ci stupisce con un “plot twist” che ha quasi del casereccio: un throwback alla serata precedente, in cui tutti i bambini invitati al party a sorpresa si sono divertiti a mascherarsi con semplici oggetti, si sono immortalati con innocenza davanti a uno specchio (l’uso modico del cellulare in tenera età, promosso nello spot, è di notevole impatto positivo), hanno saltellato, hanno corso e riso.

Il prodotto commerciale ha rappresentato quasi una presenza ausiliaria, non autoritaria nella sua performance, è stato però esaltato dall’affetto incondizionato dei bambini verso il suo sapore e dalle loro reciproche, autentiche relazioni. Meglio di così ci sono solo vaniglia e cacao!

Solo alla fine, a dire il vero, i piccoli studenti rivelano di aver trascorso una serata di meditazione, ma la risata inconfondibile che li accomuna ci parla di fiducia, di paura per una generazione troppo giovane per i rischi a cui è esposta, del coraggio di legarsi senza filtri al proprio prossimo per un goal comune (non solo davanti al portiere!), delle speranze disattese da ogni suggerimento generale sull’educare: o si vuole ovattare, o si vuole sovraesporre, creando in entrambi i casi una percezione insana del vissuto nei nostri splendidi ragazzi.

Una strada che non sia di commistione tra due estremi, ma saggia e ben calibrata sulle esigenze delle famiglie potrebbe invece preludere a un cambiamento storico: l’utilizzo sporadico, o meglio, consapevole delle facilitazioni, nonché la ricreazione di rapporti semplici e sani ci aiuterebbero ad accendere una luce anche dove l’amore per la festa pare perduto. Una festa che in ogni epoca, nei controllati divertimenti che propone, si è sempre dovuta appellare alla liceità, soprattutto per i più scettici verso ciò che fa sorridere.

Insegniamo ai nostri figli a essere utenti consapevoli, amici inclini allo scambio, anime ricche e propositive verso i più deboli, degustatori di Ringo appagati: non abbiamo bisogno di privazioni, materiali o spirituali, per affermare il nostro essere, bensì di ritrovare la nostra parte allegra e gaudente e brindare con lei a un domani migliore.




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