ANNO 16 n° 196
Sequestrata a Tuscania e portata all'estero: donna liberata in Croazia, arrestati il marito e il cognato
Operazione coordinata dalla Procura di Viterbo e dai Carabinieri: la vittima, una 46enne residente a Tuscania, č stata rintracciata al confine croato dopo il rapimento. Uno degli indagati č giā stato estradato in Italia

VITERBO – Si è conclusa con il salvataggio della vittima e l'arresto dei presunti responsabili una complessa operazione investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tuscania, con il supporto della locale Stazione.

Al centro della vicenda una donna di 46 anni, di origine macedone ma residente da tempo a Tuscania, sequestrata nella notte del 21 giugno e successivamente trasferita all'estero. Grazie alla cooperazione internazionale tra le forze di polizia italiane e croate, la donna è stata rintracciata e liberata in Croazia, mentre il marito e il fratello di quest'ultimo sono stati arrestati con l'accusa di sequestro di persona aggravato. Nei confronti dell'ex coniuge viene contestato anche il reato di maltrattamenti in famiglia.

Il sequestro nel centro storico di Tuscania

Secondo la ricostruzione della Procura, intorno alle 2.40 del 21 giugno, l'ex marito della donna, già denunciato tre giorni prima per maltrattamenti e minacce di morte, avrebbe fatto irruzione nell'abitazione della vittima, nel centro storico di Tuscania, sfondando il portone d'ingresso.

Le urla e i rumori hanno allarmato alcuni residenti, che hanno immediatamente chiamato il 112. I testimoni hanno raccontato di aver visto due uomini caricare con la forza una persona, avvolta in un lenzuolo, all'interno di una station wagon prima di allontanarsi rapidamente.

Le indagini e la fuga verso la Macedonia

Scattate immediatamente le indagini, coordinate dalla Procura di Viterbo, i Carabinieri hanno messo in campo un'articolata attività investigativa, utilizzando sia strumenti tecnologici che metodi tradizionali.

Gli investigatori hanno eseguito localizzazioni telefoniche in tempo reale, intercettazioni d'urgenza, controlli sui transiti autostradali, accertamenti bancari e diffuso le ricerche a livello nazionale e internazionale.

Nonostante i sequestratori si fossero disfatti dei dispositivi elettronici per ostacolare le indagini, è stato individuato il veicolo utilizzato per la fuga, con targa estera e intestato a un fratello dell'ex marito, giunto appositamente dalla Germania per partecipare all'azione.

Ritenendo che i due fossero diretti verso la Macedonia del Nord, paese d'origine della famiglia, la Procura ha attivato il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) e il sistema di allerta Schengen.

Il ritrovamento in Croazia

La collaborazione con la polizia croata ha consentito di intercettare il veicolo presso un valico di frontiera.

All'interno dell'auto sono stati trovati l'ex marito della donna, il fratello di quest'ultimo, la vittima e uno dei figli minori della coppia.

Durante i controlli, la donna presentava evidenti lesioni al volto e agli arti superiori e ha riferito agli agenti di essere stata aggredita e costretta ad allontanarsi contro la propria volontà. La vittima è stata immediatamente affidata, insieme al figlio, a una struttura protetta.

Le misure cautelari e l'estradizione

Sulla base degli elementi raccolti – tra testimonianze, accertamenti tecnici, dati di localizzazione, immagini dei transiti autostradali e documentazione trasmessa dalle autorità croate – il Gip del Tribunale di Viterbo ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due indagati per sequestro di persona aggravato in concorso. All'ex marito viene contestato anche il reato di maltrattamenti in famiglia.

Contestualmente è stato emesso un Mandato di Arresto Europeo, eseguito dalle autorità croate.

Nella giornata di oggi uno dei due indagati è stato estradato in Italia, dopo l'autorizzazione concessa dall'autorità giudiziaria croata, ed è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Viterbo. È ora in corso la procedura per il trasferimento anche del secondo arrestato.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire completamente la dinamica dei fatti.




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