ANNO 16 n° 220
Senza luce e senza acqua a 40 gradi, la dignitą calpestata di Fabrica di Roma
L'ennesimo blackout estivo manda in tilt l'acquedotto comunale. L'amaro sfogo di un cittadino

FABRICA DI ROMA - Da cittadino di Fabrica di Roma, oggi mi trovo a scrivere con un senso di esasperazione che è ormai diventato parte integrante della nostra quotidianità. Viviamo intrappolati in una spirale di disservizi gravi che ci rende, giorno dopo giorno, prigionieri di un sistema incapace di rispondere alle esigenze reali e primarie della popolazione.

Tra Talete ed Enel, la nostra vita di tutti i giorni si è trasformata in un perenne percorso a ostacoli, fatto di interruzioni improvvise, disagi continui e una crescente, logorante sensazione di abbandono.

Anche oggi, sabato 8 agosto, alle ore 12:20, la corrente elettrica è saltata di nuovo. Un evento che altrove potrebbe sembrare un banale intoppo momentaneo, ma che qui scatena un effetto domino devastante: l'assenza immediata di acqua potabile dai rubinetti. I pozzi e le pompe dell'acquedotto dipendono direttamente dall'energia elettrica e, quando questa viene meno, l'intero sistema idrico collassa nel giro di pochi istanti.

Mentre all'esterno le temperature sfiorano i 40 gradi, le case si trasformano rapidamente in forni e l'aria diventa irrespirabile, noi cittadini ci ritroviamo simultaneamente senza condizionatori, senza ventilatori e senza una goccia d'acqua. Una condizione che va oltre la semplice scomodità: è una situazione pericolosa, che minaccia direttamente la salute dei più fragili, dei bambini, degli anziani e di chiunque soffra di patologie serie.

Siamo arrivati al punto di rottura. Ci sentiamo non solo trascurati, ma traditi da un sistema che dovrebbe tutelarci e che invece ci espone a rischi continui. Si parla di beni essenziali, di servizi vitali e di diritti fondamentali legati alla salute e alla qualità della vita. Eppure, ogni volta che la corrente si interrompe, ogni volta che l'acqua scompare e veniamo lasciati in balia degli eventi, nessuno sembra assumersi la responsabilità di proteggere la comunità e risolvere definitivamente il problema.

Oggi questo scritto non è un semplice racconto di un disagio: è una vera e propria denuncia contro una condizione non più tollerabile.

Fabrica di Roma e la sua gente meritano rispetto, meritano stabilità, meritano servizi efficienti e, soprattutto, meritano risposte chiare. Non possiamo continuare a vivere sospesi tra un blackout e un rubinetto asciutto, rassegnandoci all'idea che tutto questo sia normale. Perché quando viene meno l'essenziale, non si tratta più di un disservizio: è un affronto diretto alla dignità e ai diritti di un intero paese.

Gualdi Massimiliano




Facebook Twitter Rss