ANNO 16 n° 275
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Senza corrente per l'acquazzone
Protestano i negozianti di viale Capocci

VITERBO - Oltre il danno, anche la beffa. Per un gruppo di esercizi commerciali in Viale Raniero Capocci, il violentissimo acquazzone di lunedì scorso si è rivelato un'autentica sciagura. Che fa il paio con quanto era accaduto esattamente una settimana prima, sempre a causa della fortissima pioggia. Sono gli stessi commercianti a raccontare a Viterbonews24 che cosa è accaduto. ''Sia lunedì 5 settembre che l'altro giorno - spiegano - a causa del temporale nella nostra zona è mancata l'energia elettrica. D'accordo, può succedere, vista l'estrema violenza dei fenomeni atmosferici, ma non è accettabile che l'Enel, pure prontamente sollecitata ad intervenire e a porre rimedio al guasto, si sia fatta vedere con i suoi tecnici con un ritardo ingiustificabile. La prima volta arrivarono intorno a mezzanotte, la seconda addirittura il giorno successivo, cioè ieri mattina''.

L'inconveniente ha provocato notevoli disagi e danni alle strutture commerciali interessate: il ristorante Officine, l'officina meccanica, il gommista, il distributore di carburanti, il fioraio e il laboratorio di abbigliamento Justess. In pratica, su quello stesso versante, è rimasta esente dall'interruzione nell'erogazione di energia elettrica solo la struttura ex Inpdap. Naturalmente, a causa della mancanza di corrente, tutti hanno dovuto sospendere le normali attività lavorative. Il ristorante ha dovuto rinunciare, ad esempio, a 25 prenotazioni lunedì della scorsa settimana e ad un'altra ventina l'altro giorno. Un danno consistente in termini di mancati incassi, ai quali va aggiunto che molti alimenti conservati nei frigoriferi sono diventati non più commestibili perché i refrigeratori per una ventina di ore sono rimasti senza alimentazione. ''Riteniamo - aggiungono gli esercenti - di aver subito un autentico torto perché ci è stato impedito di lavorare e perché le squadre addette al ripristino sono arrivate con eccessivo ritardo. Qui si sta parlando di attività commerciali che svolgono le loro attività al servizio dei cittadini. Senza dire che, oltre ai mancati introiti, va considerato anche un grave danno di immagine''. Perché è evidente che chi non ha potuto cenare o far riparare l'auto, probabilmente si è rivolto ad altre strutture che invece hanno potuto operare regolarmente.

''Stiamo valutando il da farsi - concludono - e con l'ausilio di un legale valuteremo se ci sono i margini per un'azione risarcitoria. E' inammissibile quanto è accaduto: l'Enel ci deve dare spiegazioni perché noi le bollette le abbiamo sempre pagate puntualmente e non sembra verosimile che sulle prossime ci potranno essere degli sconti per quanto abbiamo dovuto subire''.




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