

VITERBO - Da più di un anno dai rubinetti dei loro appartamenti esce acqua maleodorante e insalubre. E’ quanto accade a dodici famiglie del palazzo di proprietà dell’Ater nel centro di Viterbo, in via della Cava ai numeri civici 25/31.
Come dire che se il sistema idrico della Tuscia soffre dei ritardi all’adeguamento delle infrastrutture, per riportare la quantità di arsenico a livelli compatibili con la salute dei cittadini e con le norme europee, nel capoluogo c’è anche chi sta peggio.
Alcuni abitanti del centro, infatti, all’inizio del 2011 scoprirono che l’acqua che arrivava nei propri appartamenti, e quindi utilizzata sia per scopi alimentari che igienici, non era potabile.
Su loro iniziativa i condomini, che lamentano l’assoluta indifferenza dell’Ater, chiesero l’intervento di tecnici specializzati. La perizia individuò la causa della problematica nei materiali scadenti utilizzati per la realizzazione dell’impianto idrico, nonostante l’immobile fosse stato recentemente ristrutturato da parte dell’Ater.
Ma ciò che ha ancora più allarmato gli inquilini del palazzo di via della Cava è ch a seguito di accertamenti effettuati a loro spese nei mesi di maggio e giugno 2011 presso appositi laboratori di analisi, emerse che i campioni di acqua prelevati in quelle abitazioni presentavano l’abbondante presenza di coliformi e “escherichia coli”, in sostanza di batteri fecali.
“Nonostante – fanno notare gli stessi condomini - il decreto legislativo 31/2001 fissi a zero la concentrazione massima ammissibile, rendendo di fatto l’acqua non solo non potabile, ma addirittura altamente dannosa per la salute. L’ente proprietario dello stabile – continuano- di fronte alle nostre lamentele rimaneva del tutto indifferente, costringendo un nutrito gruppo, circa 22 persone, a rivolgerci ad un legale, l’avvocato Emanuele Marselli”.
A seguito dell’intervento legale, l’Ater effettuava un intervento di iperclorazione che però, di fatto, non ha risolto la problematica.
Fatte ripetere le analisi su campioni di acqua alla data del 18 luglio scorso, sempre presso centri specializzati, veniva infatti nuovamente riscontrata la presenza abbondante di coliformi, ovvero dei soliti batteri fecali.
“Nella completa indifferenza dell’Ater – spiegano i condomini dell’immobile sito in Viterbo, via della Cava n.25, - siamo costretti a usare da quasi due anni un’acqua non potabile e fortemente dannosa per la salute. Della vicenda è stato interessato anche il Comando carabinieri per la tutela della salute, Nas di Viterbo, nonché la Procura di Viterbo e attualmente risultano in fase di svolgimento le indagini. Auspichiamo, considerata l’evidente e oggettiva gravità del fatto, che il direttore dell’Ater, Ugo Gigli, dia prontamente delle risposte soddisfacenti e soprattutto si adoperi per la pronta risoluzione della problematica”.