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“Semo tutti de ’n sentimento?”: Viterbo verso il Trasporto di Santa Rosa
Facchini, istituzioni e minimacchine insieme a Palazzo dei Priori: tutte le novità del 3 settembre

VITERBO – È tutto pronto. Manca meno di una settimana alla giornata più attesa dell’anno dai viterbesi e, nell’attesa di sentire risuonare nel silenzio di piazza San Sisto l’iconico “Sollevate e fermi”, Palazzo dei Priori ha ospitato quella che, per Viterbo, è probabilmente la conferenza stampa più importante dell’anno.

Una sala affollata, il caldo di fine agosto e quasi due ore di interventi: istituzioni, Facchini, Chiesa, comitati delle minimacchine, ideatore e costruttore di Dies Natalis si sono ritrovati il 27 agosto per raccontare ciò che attende la città il prossimo 3 settembre. Ma soprattutto per spiegare, ancora una volta, perché Santa Rosa non sia semplicemente una festa, ma qualcosa che appartiene profondamente all’identità di Viterbo.

 

Una tradizione patrimonio dell’umanità

Ad aprire la conferenza è stata la sindaca Chiara Frontini, partendo proprio dalla responsabilità che deriva dal riconoscimento della Rete delle grandi macchine a spalla come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

“Con la proclamazione a patrimonio immateriale dell’umanità dobbiamo avere l’ambizione, ma anche il dovere, di condividere con il mondo la nostra storia, che parte proprio dalle persone qui presenti”, ha spiegato la sindaca. “Raccontare la Macchina di Santa Rosa fuori dalla città di Viterbo e rinnovare la tradizione, facendo sì che sempre più persone possano avere il privilegio di capire cosa sia questa festa, è un po’ come avere un figlio che esce di casa: sarà sempre tuo, ma deve crescere e trasformarsi”.

Un percorso di apertura verso l’esterno che quest’anno è passato anche dalla scelta di anticipare il montaggio di Dies Natalis al 9 luglio, grazie al finanziamento della Regione Lazio e sulla scia dell’esperienza del Giubileo 2025.

“Il montaggio della Macchina il 9 luglio è stata una scelta legata alla presenza dei visitatori nel periodo estivo, che in questo modo possono avere un piccolo assaggio di ciò che rappresenta il 3 settembre”, ha aggiunto Frontini.

Una macchina organizzativa che coinvolge Comune, Provincia, Prefettura, forze dell’ordine, Curia e tutte le realtà che ruotano attorno alla festa.

 

I Facchini: il cuore del Trasporto

A raccontare il Trasporto dal punto di vista di chi, materialmente, porterà Santa Rosa per le vie della città è stato il presidente del Sodalizio dei Facchini, Massimo Mecarini.

Quello del 2026 sarà un Trasporto caratterizzato da numerose dediche. La prima sarà alla pace, in un momento storico nel quale, come spiegato da Mecarini, questa esigenza si manifesta con particolare forza.

Ma saranno ricordati anche due anniversari legati alla storia della Macchina: gli 80 anni dalla ripresa del Trasporto dopo la Seconda guerra mondiale, e i 40 anni dal Trasporto del 1986, rimasto nella memoria della città per il momento in cui la Macchina rischiò di cadere.

La tradizionale girata sarà inoltre dedicata a numerose persone scomparse e legate, in modi diversi, alla città e alla tradizione: tra queste l’ex sindaco Pio Marcoccia, il facchino Mario Sanna, il maestro Vito Ferrante, il fotografo Claudio Cavalloro, Pietro Bevilacqua, Luciano Ilari, autore del logo portato sul petto dai Facchini, Vincenzo Rossi, al vicepresidente AVIS Cosimo Ilio Buffelli. Ermanno Segatori, Tonino Pieracci, Enrico Miralli, Franco Camilli e  Mario Ciucci, fisioterapista del Sodalizio.

Due dediche avranno poi un significato particolare: quella a Pietro Rossi, unico garibaldino viterbese, a 150 anni dalla morte, e quella a Luigi Petroselli, sindaco di Roma nato a Pianoscarano, nel 45esimo anniversario della scomparsa. Proprio a Petroselli sarà dedicato anche il museo situato sotto Palazzo dei Priori.

“Abbiamo l’onere e il dovere di divulgare all’esterno, in tutto il mondo, i valori della nostra tradizione”, ha concluso Mecarini, ricordando anche il ruolo fondamentale delle minimacchine: “I comitati ci consegnano il futuro della nostra tradizione: oltre il 60% dei Facchini arriva da quelle esperienze”.

 

Aspromonte: “Siamo tutti de ’n sentimento?”

A pochi giorni dal Trasporto, la parola è passata quindi al capofacchino Luigi Aspromonte.

“Ho visto, come sempre, una squadra affiatata. Fare gruppo è fondamentale e da sabato in poi lo sarà ancora di più”, ha spiegato. La formazione definitiva dei Facchini che prenderanno parte al Trasporto sarà resa pubblica domenica.

Aspromonte ha poi anticipato alcune novità. A Fontana Grande verrà effettuato un nuovo “Sollevate e fermi”, mentre verso la parte conclusiva del percorso saranno inserite al volo le spallette aggiuntive, così da testare ulteriormente la squadra.

Una richiesta, però, accompagnerà ancora una volta i Facchini prima della partenza: “Prima del ‘Sollevate e fermi’ continueremo a fare ai viterbesi una sola domanda: se siamo tutti de ’n sentimento”.

Il capofacchino ha parlato anche dell'ipotesi di un futuro passaggio in via Marconi: “Qualcuno lo ha chiesto, vedremo se nei prossimi anni ci sarà la possibilità”.

Infine, un momento speciale è previsto all’arrivo: “Una volta raggiunto il sagrato di Santa Rosa fermerò la Macchina e chiederò ai Facchini un altro sforzo, per ringraziare Santa Rosa per quello che non è successo quarant’anni fa”.

 

Dies Natalis, pronta al terzo Trasporto

Il prossimo 3 settembre sarà il terzo Trasporto di Dies Natalis. A parlare della Macchina sono stati il suo ideatore Raffaele Ascenzi e il costruttore Vincenzo Fiorillo.

Ascenzi è tornato innanzitutto sul difficile Trasporto dello scorso anno: “Ho vissuto alcune delle ore più complicate della mia vita. Ringrazio chi era presente e chi si è fatto carico della responsabilità di portare Rosa a casa”.

Dal punto di vista tecnico, invece, non sono previsti grandi cambiamenti: “È difficile intervenire su questa Macchina perché è stata realizzata molto bene da Vincenzo già il primo anno. Lo scorso anno abbiamo migliorato la trasportabilità e oggi va benissimo così”.

La vera novità sarà soprattutto scenografica: “La differenza rispetto allo scorso anno sarà vederla attraversare le strade buie della città, così da accentuarne i colori”. E proprio l'aspetto cromatico potrebbe cambiare in futuro: “Probabilmente sarà l’ultimo anno in cui la vedremo così. Al 51% sono convinto di riportarla a una monocromia”.

Sulla sicurezza della struttura è intervenuto Fiorillo: “La Macchina sta sulle spalle dei Facchini, ma la responsabilità di mettere sulle loro spalle una Macchina sicura è nostra”.

I lavori sono ormai alle battute finali e sono in corso le operazioni per montare le spallette in vista della prova di domenica. “Nonostante sia stata montata già a luglio e abbia affrontato anche giornate di forte pioggia, verrà ricontrollata interamente per la seconda volta. Fino all’ultima ora saremo presenti per verificare che sia tutto perfetto”.

 

Sicurezza, pronto anche un piano di evacuazione

Accanto alla tradizione c’è poi la complessa macchina della sicurezza. Il prefetto Sergio Pomponio ha spiegato come il lavoro sia iniziato con largo anticipo: “Il dispositivo di sicurezza si è mosso già prima della primavera. Quest’anno abbiamo inoltre predisposto un piano di evacuazione specifico per il Trasporto, che fino a questo momento non esisteva”.

Resta inoltre il divieto di posizionare sedie lungo il perimetro del percorso per assistere al passaggio della Macchina. Quelle eventualmente lasciate sul posto saranno rimosse nella mattinata del 3 settembre.

Il comandante della Polizia locale Mauro Vinciotti ha quindi invitato i cittadini a prestare particolare attenzione alla segnaletica temporanea: “I provvedimenti non saranno molto diversi dagli altri anni. Inizieremo con alcuni divieti di sosta dal primo settembre e i residenti che perderanno temporaneamente i propri posti potranno parcheggiare in viale Capocci”.

Sul fronte dell’ordine pubblico è intervenuto anche il questore Giorgio Di Munno, da poco arrivato a Viterbo: “La consapevolezza di avere a cuore la sicurezza dei cittadini è ciò che ci guida. Essendo al mio esordio mi sento fortunato, perché mi inserisco in un ambiente già pronto e capace”.

 

Santa Rosa oltre il 3 settembre

La festa, però, non si esaurisce nel Trasporto. A ricordarlo è stato il vicario episcopale don Massimo Balsi: “Quest’anno il Trasporto deve caratterizzarsi in un’ottica di futuro. È un Trasporto che ci chiama a trasportare la nostra città. Santa Rosa deve vivere tutto l’anno, attraverso di noi, attraverso le nostre parole e le nostre scelte”.

Suor Francesca Pizzaia ha ricordato come al monastero il clima della festa sia già iniziato con le celebrazioni eucaristiche, occasione per conoscere sempre più profondamente la figura della Santa. Ha inoltre annunciato per il 18 settembre alle ore 18 un incontro con il dottor Capasso e la sua équipe per raccontare l’intervento effettuato lo scorso 29 aprile, quando Santa Rosa è stata rivestita con l’abito grigio della penitenza.

A sottolineare il legame tra Santa Rosa e l’intero territorio provinciale è stato invece il presidente della Provincia Alessandro Romoli: “Il rapporto tra la Provincia e Rosa si fonda su due legami. Il primo è la grande disponibilità del Sodalizio e dei Facchini a partecipare alle iniziative sul territorio. Il secondo riguarda i bambini e il loro rapporto con il Trasporto attraverso le minimacchine”.

Romoli ha quindi sottolineato il forte aumento dei giovanissimi coinvolti nei comitati, augurando a tutti “un Trasporto in sicurezza e serenità”.

 

Le minimacchine, il futuro della tradizione

Presenti alla conferenza anche i tre comitati delle minimacchine, chiamati a custodire e tramandare alle nuove generazioni il legame con Santa Rosa.

Per il Pilastro sono intervenuti Stefano Caciola e il capofacchino Angelo Loddo, sottolineando il rapporto sempre più stretto tra i giovani minifacchini e il Sodalizio.

Il comitato di Santa Barbara, rappresentato dal presidente Daniele Paiolo e dal capofacchino Gianni Bertoccini, può contare su circa 400 ragazzi. “Non sono pochi”, hanno sottolineato, ricordando anche alcune iniziative pensate per loro, dalle bandane regalate ai minifacchini fino alla creazione di un dolce chiamato “Rosa delle minimacchine”. Una delle girate sarà inoltre dedicata al terremoto in Sud America e un’altra al quartiere.

Per il Centro Storico sono intervenuti Gianni Baiocco e il capofacchino Alessandro Mecarini. Tra le novità, il coinvolgimento dei minifacchini nelle cene per rafforzare ulteriormente il rapporto tra i bambini e la città e il nuovo percorso della Macchina.

“Festeggeremo al Sacrario. Riportarla a piazza Dante era ormai quasi superfluo: questa evoluzione permetterà a molte più persone di vedere la Macchina attraverso strade più grandi”. Prevista anche una sosta tecnica nel punto in cui si fermò Volo d’Angeli, in occasione della prima uscita della nuova minimacchina.

Tre percorsi diversi, centinaia di bambini e un unico obiettivo: fare in modo che, quando arriverà il momento di raccogliere l’eredità di chi oggi indossa la divisa bianca con la fascia rossa, ci sia già una nuova generazione pronta a rispondere alla domanda che accompagna Viterbo verso ogni 3 settembre: “Semo tutti de ’n sentimento?”




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