

di Max Vismara
VITERBO - Una cerimonia semplice ma al tempo stesso solenne. In questo modo oggi alle 15 nella cattedrale di San Lorenzo i viterbesi hanno salutato per l’ultima volta un loro illustre concittadino, Roberto Ioppolo, l’artista e l’uomo che per più di cinquant’anni ha portato il vessillo del genio viterbese nel mondo.
Presenti alle esequie la moglie Maria Gabriella e i figli Emanuele, Vittorio, Francesco e Marina, il presidente del sodalizio dei facchini di Santa rosa, Massimo Mecarini, alcuni membri del Rotary Club Viterbo e l'ex sindaco Arena, invece si è notata l’assenza totale dei rappresentanti delle istituzioni viterbesi ad eccezione di quelli del comando provinciale dei carabinieri.
''La fede ci dice che la vita lunga o breve che sia, lineare o tortuosa non è altro che un cammino verso l’incontro finale con Cristo - ha detto il vescovo Fumagalli durante la cerimonia funebre – È un cammino verso la vita vera, quindi una preparazione, un predisporci, un’anticipazione a un incontro attraverso un impegno di bene e solidarietà; ecco credo che Roberto ci dica: condividete questa fede che ha sostenuto la mia vita e ispirato la mia arte.
Questo dovrebbe essere un invito a vivere facendo del bene perché è l’unica cosa che ci farà ricordare, e facendo del bene il mondo non sarà fonte di paura ma, fonte di gioia, un incontro atteso, preparato con una vita migliore.
Noi oggi compiamo un gesto di preghiera e comunione ricordando un uomo che ha onorato Viterbo con la sua arte, e se è vero che la bellezza salverà il mondo, Ioppolo con la sua arte ha contribuito a salvare il mondo''.