ANNO 16 n° 275
Scuole di Civita Castellana: č tempo di bilanci
La perdita di Nepi per il Midossi, la ''fuga'' dei docenti dal Colasanti, l'Alighieri senza preside profilano un calo degli studenti che va contrastato

CIVITA CASTELLANA - Fine dell'anno scolastico e tempo di bilanci tanto per gli studenti quanto per le scuole. I primi sono in attesa dei giudizi finali, le seconde, invece, ''barcollanti'' dopo un anno scolastico non certo facile. Sebbene il polo scolastico civitonico rappresenti un'eccellenza del territorio richiamando studenti dai comuni vicini (si ricorderà due anni fa la vicenda degli orari d'ingresso e dei pullman e la ricerca in base alla quale la popolazione di studenti pendolari era elevata ndr.), una serie di vicissitudini ha fatto scattare qualche campanello d'allarme rispetto a un crollo della popolazione studentesca.

E allora, tralasciando la questione su apprendimento e competenze, cerchiamo di capire, in generale, cosa sta succedendo nelle scuole del territorio.

Al momento, a seguito di un dimensionamento, l’istituto Midossi, il più antico dei due istituti superiori presenti sul territorio che da oltre un secolo serve un vastissimo bacino di utenza, ha perso una delle due sedi succursali accorpata ad un altro istituto di un altro comune (la nota vicenda del liceo di Nepi passato con Ronciglione). L’inevitabile significativo calo degli iscritti non è stato finora compensato in alcun modo.

L'altro grande istituto superiore, il Colasanti, sede del liceo classico più antico della provincia dopo il Buratti, è salito recentemente agli onori della cronaca per il numero sostanzioso di docenti, tra cui tanti nomi storici, che hanno scelto di trasferirsi altrove, segnale letto da molti come la dimostrazione di turbolenze interne. Quale che sia la motivazione il fatto certo è la perdita di professionalità preziose che hanno saputo contribuire negli ultimi 10 anni alla nascita e allo sviluppo di nuovi indirizzi e sperimentazioni, al rafforzamento e al rinnovamento di quelli storici, facendo del Colasanti uno degli Istituti Superiori più articolati e complessi e innovativi del territorio provinciale.

Se a questo si aggiunge il previsto calo demografico, che comporterà un significativo taglio di sedi e organico a livello nazionale a partire dal 2024/2025, sembra sempre più plausibile l’ipotesi che i due istituti verranno accorpati e che Civita Castellana perderà una presidenza.

C'è poi, la situazione dell’istituto comprensivo Dante Alighieri, senza preside titolare da due anni. Con un alto numero di iscritti, l'Alighieri ha saputo attirare negli anni numerosi studenti anche dai paesi limitrofi grazie alla eccellente proposta formativa: tempo prolungato, progetti sul territorio e indirizzo musicale.

Il futuro per le scuole superiori civitoniche, dunque, si profila tutt'altro che roseo.

Per evitare di chiudere la ''stalla dopo che i buoi sono usciti'',è urgente correre ai ripari per frenare l'eventuale ulteriore crollo popolazione scolastica. Un'ulteriore perdita di studenti significherebbe mettere in discussione il polo scolastico che fino a questo momento è stato un fiore all'occhiello per il territorio.




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