ANNO 16 n° 274
Scuola in crisi... non solo per pandemia
Si abbassa in maniera inequivocabile l’asticella della scuola italiana

Massimiliano Morelli

Si abbassa in maniera inequivocabile l’asticella della scuola italiana. Dal Rapporto 2021 dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione – il cosiddetto Invalsi - emerge che metà dei maturandi ne sa come in terza media, mentre preoccupa il potenziale incremento della dispersione scolastica. Colpa della pandemia, del conseguente inserimento nella quotidianità scolastica della didattica a distanza, ma non solo. Sono come sempre i numeri a confermare notizie più o meno negative.

Per esempio si legge nel Rapporto che sono quarantacinquemila gli studenti che sono usciti dal liceo o da un altro istituto superiore con competenze di base fortemente inadeguate. Ed è del 23% la quota di giovani nella forbice 18-24 anni che si trova in forte difficoltà per aver abbandonato la scuola o aver acquisito scarse competenze. Percentuali confermate, come quel 44% di studenti italiani di scuole di ogni ordine e grado che non ha raggiunto risultati equi nello studio dell’italiano; e che dire poi del 51% di studenti italiani iscritti a scuole di ogni ordine e grado che non ha raggiunto risultati adeguati in matematica?

Per la cronaca sono 2.105.000 gli allievi di tutte le scuole italiane che hanno sostenuto quest’anno le prove Invalsi, un milione e centomila sono stati quelli delle primarie. Infine, spunto sulla tecnologia, sono quattro milioni le prove “cbt” (computer based testing, nda) svolte per Invalsi da marzo a maggio nelle scuole medie e in quelle superiori.




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