ANNO 16 n° 272
Scorie: Vetralla e Canino si uniscono alla lotta
Aquilani: ''Anche noi daremo incarico ai tecnici per fare osservazioni''. Il 9 e 10 le audizioni con Sogin

TUSCANIA – I Comuni di Vetralla e Canino si uniscono alla lotta degli altri 14 che nella Tuscia hanno presentato obiezioni e ricorsi alla localizzazione nel viterbese del deposito di scorie nucleari. In vista delle audizioni del 9 e 10 novembre con Sogin, la società che dovrebbe realizzarlo, ieri a Tuscania si è tenuto un incontro pubblico con i sindaci, le associazioni, i cittadini, organizzato dal Comitato No scorie Montalto Futura, per chiamare a raccolta tutti i 60 Comuni del Viterbese.

A fare gli onori di casa il sindaco Bartolacci che subito in apertura ha sottolineato che il problema che interessa solo alcuni comuni della Tuscia in realtà sia un problema che investe tutta la provincia. Gli ha fatto da eco, più tardi, il vicesindaco di Montalto di Castro, Luca Benni: “Dal 1974 Montalto di Castro è stato preso a bersaglio prima dal nucleare che poi hanno convertito in policombustibile. Poi non è bastato. Ora devastazione di fotovoltaico perché manca pianificazione del governo e della Regione. Ora questa questione del nucleare. La difesa del territorio non ha colorazione politica, qui la politica non c'era. Dobbiamo essere tutti compatti contro questa ipotesi”.

Un appello alla mobilitazione compatta dei sindaci della Tuscia è arrivata anche da Angelo di Giorgio di Montalto Futura. ''Dei 67 siti individuati da Sogin 22 sono nella Tuscia, la mobilitazione contro questa ipotesi doveva essere unanime – ha detto – invece solo 11 hanno presentato osservazioni e chiesto il parere dei tecnici. Anche la Provincia si è mossa concretamente, mentre la Regione ha detto no”. Una opposizione quest'ultima che, come è stato detto nel corso dell'incontro, non si è riempita nel frattempo di contenuti”.

Di Giorgio ha ricordato i motivi per cui la Tuscia non può accogliere il deposito di scorie nucleari: l'incoerenza fra il quadro normativo e la progettualità della Sogin; gli errori metodologici nell'elaborazione della Cnapi, Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee a ospitare il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico, l'assenza di valutazione dei danni di natura economica; l'assenza di valutazione dei rischi per la salute.

Delle 22 aree potenzialmente idonee individuate da Sogin nella Tuscia, cinque sono considerate molto buone e due buone, quattro ricadono nel comune di Montalto, una a Tarquinia e una Corchiano ma questo non può essere motivo di “disimpegno” o di “disinteresse” da parte degli altri Comuni.

In tal senso il presidente del Biodistretto che raccoglie Corchiano, Gallese e Vignanello, prima ha ricordato che tutti i 13 Comuni ''partecipano attivamente a questa resistenza e non solo con ordini del giorno, ma hanno fatto delibere e incaricato avvocati per il ricorso al Tar su una Vas che non esiste”, poi ha sottolineato che bisogna rifiutare qualsiasi logica che porta alla divisione della Tuscia. Se ciò dovesse accadere saremo tutti più deboli nella contrattazione con Sogin''.

A raccogliere l'appello a partecipare alla battaglia contro le scorie, in sale c'erano il sindaco di Canino e quello di Vetralla.

Giuseppe Cesetti, primo cittadino di Canino, ha garantito l'impegno concreto del Comune che già aveva voltato un ordine del giorno. ''Noi partecipiamo con voi a questa battaglia''. Sulla stessa lunghezza d'onda, Aquilani: ''Non è una questione di campanilismo. Anche Vetralla è pronta all'azione. Anche Vetralla si muoverà con i tecnici per presentare osservazioni come hanno fatto gli altri 14 Comuni''.




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