ANNO 16 n° 273
''Scorie nucleari, d'accordo a concedere pił tempo ai Comuni per le osservazioni''
Il sottosegretario all'Ambiente Roberto Morassut sul deposito nazionale. Ma i sindaci della Tuscia sono preoccupati

VITERBO - (sim.lup.) -  Il Governo è d'accordo a concedere più tempo ai Comuni per predisporre le proprie osservazioni sulla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito unico delle scorie radioattive, oltre i 60 giorni previsti dalla legge. E' quanto dichiarato dal sottosegretario all’Ambiente con delega al Nucelare Roberto Morassut nel corso della puntata di ''Buongiorno Regione'' andata in onda mercoledì su Rai Tre. Ma i sindaci della Tuscia, dove si contano 22 dei 67 siti, sono preoccupati: ''In più di una occasione – ha detto Fabio Bartolacci collegato da Tuscania - è stato detto che sarebbe stato prorogato il tempo per presentare le osservazioni. Ma vista la situazione politica temiamo che questo sarà difficile. Da parte nostra stiamo cercando di fare il prima possibile''.

''Noi – ha esordito Morassut nel suo intervento - abbiamo reso pubblico un documento prodotto dalla società Sogin sulla base di criteri scientifici elaborati dalla Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, e dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Per tanti anni non si ha avuto il coraggio di rendere pubblico questo documento, noi lo abbiamo fatto per consentire alle popolazioni di potersi pronunciare e di poter dire anche no, e arrivare nell’arco di tempo di circa un anno-un anno e mezzo a una decisione che poi dovrà produrre un progetto. Questi tempi – ha continuato il sottosegretario - noi avremmo intenzioni di prolungarli. Nel Milleproroghe, il prossimo provvedimento all’esame del Parlamento sulle proroghe dei termini di leggi in scadenza, sono previsti da parte di un po’ tutte le forze politiche degli emendamenti per prolungare questi tempi. Noi siamo d’accordo. Tempi più lunghi possono consentire una interlocuzione più di merito, le popolazioni e i comuni possono avere più tempo per fare le proprie osservazioni, documentandole; inoltre si potrà capire meglio di cosa si sta parlando. Noi dobbiamo realizzare un deposito unico, perché in Italia ce ne sono più di venti sparsi in tutte le regioni che sono collocati in zone non adatte, dobbiamo razionalizzare il sistema con il consenso delle popolazioni''.

''Rischi? Non ce ne sono moltissimi – ha aggiunto sempre Morassut - . Depositi nucleari di questo tipo, per scorie di basse e media intensità, sono stati già realizzati in tutta Europa e non ci sono stati problemi. Solo tre Paesi non hanno ancora il deposito: oltre a noi ci sono l’Austria e la Croazia''. Morassut ha parlato anche di ''opportunità'' per i territori che lo ospiteranno, non escludendo nel corso del procedimento possibili autocandidature: ''E' previsto un investimento notevole, il deposito vivrà all’interno di un polo tecnologico di ricerca sulle rinnovabili a ci saranno anche delle compensazioni per i comuni''.

In collegamento c'era anche il presidente del Biodistretto Famiano Crucianelli che ha fatto notare come dei 67 siti individuati, quelli in prima fascia – dodici – si trovino ''7 in Piemonte e 5 nel Viterbese. Di questi, due nel cuore del distretto biologico. Sono stati collocati così 'bene' che uno si trova su una oasi Wwf e l’altro nel monumento naturale delle Forre''. Crucianelli ha poi aggiunto: ''Il nostro non è un territorio abbandonato, desertico e inospitale. La Tuscia è il primo polo di produzione della nocciola in Italia, il secondo polo nazionale della manifattura ceramica. Abbiamo un territorio straordinario dal punto di vista storico, archeologico e culturale, un luogo vocato al turismo''.

''In più di una occasione – ha detto invece il sindaco Bartolacci - è stato detto che sarebbe stato prorogato il tempo per presentare le osservazioni. Ma vista la situazione politica temiamo che questo sarà difficile. Siamo preoccupati. Cercheremo di procedere il più rapidamente con i ricorsi per dimostrare in maniera tecnica perché questi siti non sono idonei''.

Hanno partecipato alla puntata anche alcuni rappresentanti locali di Legambiente: ''Va bene il deposito - hanno detto - ma qui nella Tuscia abbiamo già stabilimenti di energie rinnovabili, elettrodotti e la centrale di Civitavecchia, che non contribuiscono certamente a rendere il territorio appetibile al turismo. Questo deposito rappresenterebbe un ulteriore deterrente e un peso sull’economia di questo territorio''.




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