ANNO 16 n° 276
Scorie nucleari, arrivate alla Sogin oltre 300 osservazioni
L'ad Fontani ottimista su eventuali autocandidature. Dopo l'estate il via al seminario nazionale

 

VITERBO - Sono più di 300 le osservazioni pervenute dai territori sul progetto di localizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari, con annesso parco tecnologico. Ma al momento nessuna autocandidatura per ospitare l'impianto. Sicuramente non dalla Tuscia dove cittadini, comitati e amminitratori si dicono pronti alle barricate nel caso in cui la scelta dovesse ricadere sulla provincia di Viterbo.

A fare il punto sul procedimento in una intervista pubblicata nei giorni scorsi su Repubblica è stato Emanuele Fontani, amministratore delegato di Sogin, la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare: ''Sono arrivate osservazioni e proposte da tutte le regioni: Toscana, Basilicata, Puglia, Lazio, Piemonte, Sicilia e Sardegna'.

Come ormai noto, su 67 aree individuate in 7 regioni dalla carta Cnapi pubblicata il 5 gennaio, 22 si trovano in provincia di Viterbo. Tutte quelle della regione Lazio.

Il 15 luglio scadeva il termine ultimo per la presentazione dei documenti, Dopo l’estate partirà invece la fase del ''Seminario nazionale'', dal 7 settembre a tutto novembre, con i soggetti interessati per tentare una scelta condivisa del sito.

''Un’opera pubblica così strategica per la sicurezza, la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente, non può essere imposta, serve un processo di coinvolgimento dal basso che porti a manifestazioni di interesse consapevoli. Perciò è stata scelta la consultazione pubblica nazionale'' ha detto Fontani. Il procedimento per l’individuazione del sito prevede anche eventuali auto candidature. Ma l’ad di Sogi è ottimista, e non esclude che prima o poi qualcuno si faccia avanti: ''Siamo convinti che con una consultazione pubblica così articolata arriveremo a condividere la scelta con il territorio. Al termine del seminario riprenderà la consultazione per ulteriori approfondimenti''. Ma se così non fosse ''la normativa prevede che siano attivate trattative bilaterali con le Regioni. Ma le richieste di informazioni ci confermano che i cittadini, come sempre, sono disponibili a ragionare''.

''Il Deposito - ha aggiunto Fontani - sarà in linea con le migliori soluzioni ingegneristiche adottate in altri Paesi europei, con le quali le comunità locali già convivono da decenni. Perché la sicurezza è il fattore essenziale sul quale non potranno esserci deroghe. Pensi che in Francia dal 1992 è in esercizio il Deposito de l’Aube nella regione dello Champagne dove ci sono le coltivazioni secolari di uve che non sono state penalizzate dalla sua presenza, anzi incentivate''.

L’ad di Sogin conclude parlando di benefici economici diretti e indiretti: ''Misure compensative per l’occupazione di una porzione di territorio nel lungo periodo, più lo sviluppo per le comunità che partecipano alla realizzazione di un servizio essenziale per il Paese. È previsto un investimento complessivo di circa 900 milioni di euro e la sua costruzione genererà oltre 4.000 posti di lavoro l’anno per quattro anni di cantiere, tra diretti, indiretti e indotti. Durante la fase di esercizio, invece, l’occupazione diretta è stimata in circa 700 addetti, fra interni ed esterni, con un indotto che può incrementare l’occupazione fino a un migliaio di unità''.




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