ANNO 16 n° 271
Scorie, i depositi potrebbero essere tre. La Tuscia trema
Rocca: ''Non se ne parla'' e ieri a Canino Crucianelli ha lanciato una nuova mobilitazione di massa da tenersi in primavera

VITERBO - Non un unico deposito di scorie nucleari ma tre piccoli. E' l'ipotesi intorno alla quale starebbe ragionando il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin che è tornato a rivendicare ''regole certe entro l'anno''.

L'idea sarebbe quella di lasciare in Francia e Regno Unito i rifiuti radioattivi più pericolosi e di realizzare tre depositi più contenuti al Nord, al Centro e al Sud d'Italia. Questo perché nessuno dei comuni individuati dalla Carta Nazionale delle Aree Idonee lo vuole e anche Trino Vercellese, che inizialmente si era autocandidato, ha ritirato la disponibilità.

Se dovesse andare in porto questo disegno, la Tuscia sarebbe l'unica provincia del Centro Italia su cui ricadono siti ritenuti potenzialmente idonei a ospitare le scorie.

Un'ipotesi che il presidente della Regione Lazio, Rocca respinge: ''Non se ne parla. Il Viterbese ha già pagato un prezzo altissimo. È stato abbandonato dalla giunta Zingaretti. L’unica discarica presente è quella di Viterbo. Noi faremo tutto quello che è in nostro potere ed è previsto dalla legge per impedire che le scorie radioattive possano arrivare su quel territorio''.

Intanto ieri a Canino si è svolto un affollato incontro con il quale la Tuscia ha fatto ripartire la mobilitazione contro il deposito, organizzato dal comitato No scorie di Canino e da Tuscia in movimento a cui hanno partecipato numerosi sindaci della provincia. Sul palco, tra i relatori il sindaco di Canino, Giuseppe Cesetti, il presidente del Comitato, Eugenio Cesarini, il professor Angelo Di Giorgio, l'avvocato Francesco Rosi e Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre. Presenti, tra gli altri, la consigliera comuna di Viterbo Luisa Ciambella e i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Daniele Sabatini.

Crucianelli ha annunciato una grande mobilitazione di massa, come quella dello scorso febbraio, per la prossima primavera e ''man mano che si avvicina il momento della scelta - ha detto - noi dobbiamo far crescere la nostra iniziativa''. 

''Questa per noi - ha aggiunto - è una questione esistenziale''.




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