ANNO 16 n° 275
Scoperto incunabolo con
nota sul ritrovamento
del Laocoonte

BARBARANO ROMANO - Nell'Archivio Storico 'Innocenzo III' della diocesi di Velletri-Segni è stata fatta un'importante scoperta scientifica: un incunabolo del 1491 contiene, infatti, una nota a margine che potrebbe variare la data del ritrovamento del Laocoonte, anticipandola al 10 gennaio 1506 rispetto a quella che è la data ufficiale (14 gennaio) da cinquecento anni e da cui si fa decorrere anche la nascita dei musei vaticani. La cosa potrebbe sembrare di poco conto, qualora non si valuti che la scultura in questione è la più famosa del mondo, con una bibliografia immensa ed un'attenzione mediatica internazionale sempre presente.

Angelo Recchia, magistrato capitolino ed umanista (1486-1558), che è l'autore della postilla ed ha fatto parte dell'elite romana del periodo predetto scrive su fatti che, per la posizione all'interno del vertice capitolino e le relazioni con protagonisti del tempo oltrechè con i vertici della Chiesa, conosce a menadito meritando così la più grande affidabilità. Sull'argomento il direttore dell'archivio, Alfredo Serangeli, e lo storico dell'arte, Luca Calenne, hanno scritto un articolo che è in pubblicazione sulla rivista dell'Istituto di Studi Romani.

Il giurista in questione era di Barbarano Romano e, quindi, il prossimo 18 maggio si svolgerà nel piccolo centro viterbese una manifestazione – organizzata dall'archivio diocesano di Segni – che illustrerà Angelo Recchia con pannelli didattici ed una piccola rassegna di antichi documenti e rari libri a lui appartenuti. L'evento sarà replicato a Segni in autunno, realizzando così un'esemplare collaborazione culturale tra due località, pur non vicinissime, che in tempi come questi fa bene sperare per il futuro.




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