ANNO 16 n° 274
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Scoperte parti monumento funerario
nei pressi delle mura
di Falerii Novi

VITERBO - Un'importante scoperta archeologica è stata compiuta nei pressi di Falerii Novi, la città etrusco-romana, oggi nel comune di Fabrica di Roma, celebre per la sua cinta muraria. Si tratta di alcuni elementi architettonici, uno in peperino e due in tufo, molto probabilmente appartenenti all'apparato decorativo di uno dei grandi monumenti funerari che fiancheggiavano la Via Amerina: un fusto di colonna con  scanalature, lungo circa 1,5 metri, del diametro di un metro e oltre 300 kg di peso, e parte di due cornici modanate in tufo.

I reperti sono stati individuati dai volontari dell'associazione l'Argilla durante una ricognizione al sito archeologico, cui hanno preso parte alcuni studenti e architetti di Zurigo (Svizzera), a poca distanza dal ponte romano sul rio Purgatorio, di fronte alle mura di Falerii Novi.

La scoperta è stata immediatamente comunicata alla Soprintendenza per l'Etruria Meridionale. Secondo Laura Carretta, assistente tecnico della Soprintendenza, i reperti, a una prima sommaria analisi, sono collocabili nella prima fase dell'impero romano. Dopo la catalogazione, la ripulitura e il restauro saranno esposti nella chiesa di Santa Maria di Fallerii, all'interno della cinta muraria, vicino alla cosiddetta porta di Giove.

Le rovine di Falerii Novi sono racchiuse da una cinta muraria quasi interamente conservata, costruita con giganteschi blocchi quadrati di tufo rosso. Si estendono per 2108 metri di lunghezza, sono alte circa 17 metri e racchiudono 27 ettari di superficie. Il loro restauro conservativo è atteso da dacenni, in quanto sono a rischio crollo in più punti.

Le mura erano intervallate da circa 80 torri quadrate (oggi ne rimangono 40), distanziate di 30 metri l'una dall'altra. La maggiore concentrazione di torri si trovava nei punti in cui le difese naturali risultavano meno efficaci. L'ingresso alla città avveniva attraverso 7 porte, ognuna delle quali affiancate da grandi torri. La principale porta è quella detta di Giove ed è considerata il primo esempio di architettura etrusca nel territorio falisco (arco etrusco).

Gli scavi hanno portato alla luce diverse abitazioni, il teatro e le vie urbane tra cui un tratto della Via Cimina. Il monumento più visibile è la chiesa in stile romanico di Santa Maria di Falerii risalente alla prima metà del XII secolo e l'adiacente abbazia. La chiesa, abbandonata nel 1798, è stata recentemente ristrutturata. L'interno è composto da tre navate ognuna divisa da colonne in stile dorico, provenienti dagli antichi monumenti che si trovavano nei dintorni.




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