ANNO 16 n° 274
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Sconfitta la realtą oscura della violenza
Rossi e Baffo: ''I giovani volontari sono stati l'anima della manifestazione''

VITERBO – L’aggressione squadrista subita da Filippo Rossi non ha guastato la festa a Caffeina. La eco di quanto accaduto la sera precedente è sì risuonata sulla manifestazione di chiusura della kermesse, tenuta ieri sera nell’arena del Paradosso, ma è stata comunque una festa. E Rossi, ideatore e direttore artistico della manifestazione, come il suo braccio destro Andrea Baffo l’hanno dedicata ai giovani. A tanti giovani, tra i centosessanta e i centosettanta volontari dai quindici ai venti anni, che hanno reso possibile la realizzazione di quattrocento eventi in quattordici giorni.

“Quei giovani  - ha detto Rossi – che sono molto migliori di noi. Bianchi, trasparenti, leali, pieni di entusiasmo. Quei giovani cui la società non offre prospettive per il futuro ma che sapranno costruire un’Italia migliore di questa. Quei giovani che ieri notte sono stati sconvolti, come tutti noi, da un’altra Italia, nera, oscura, violenta,  incazzata, vecchia”. E questo è stato l’unico accenno fatto da Rossi al manipolo di neofascisti di CasaPound che lo ha aggredito nella sede di Caffeina, a piazza San Pellegrino.

Baffo, invece, si è soffermato sui numeri da record dell’edizione 2012 della manifestazione: ''Ventuno palchi allestiti nel centro storico della città – ha ricordato -, oltre venti chilometri di cavi elettrici, quattromila persone al giorno presenti ai vari appuntamenti, otto autisti, anch’essi giovani, che hanno percorso cinquemila chilometri ciascuno per prelevare e riaccompagnare ospiti in tutta Italia”. Baffo ha poi ricordato che per organizzare Caffeina ci sono venti persone che lavorano tutto l’anno e che, da domani, inizieranno a pensare alla prossima edizione.

Tutto intorno, mentre Rossi e Baffo parlavano, c’era un continuo andirivieni di ragazzi indaffaratissimi.  L’anima di Caffeina. Inanto le strade del centro storico di Viterbo erano intasate di gente. Alla faccia degli squadristi di CasaPound e dei tromboni stonati che, un po’ per invidia, un po’ per frustrazione, hanno invocato contro Caffeina l’ira degli dei tutelari della Viterbo sonnolenta e piatta. 




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