


VITERBO - L’Unione Sindacale di Base ha proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata di venerdì 30 ottobre 2026. La mobilitazione coinvolgerà tutte le categorie, dal settore pubblico a quello privato, con l’obiettivo di contestare le politiche economiche del governo Meloni e dell’Unione Europea, considerate dal sindacato insufficienti ad affrontare il carovita e la perdita di potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.
USB denuncia una situazione caratterizzata dall’aumento dei prezzi, dall’erosione dei diritti sociali e dalla crescita delle spese militari. Secondo l’organizzazione, le risorse destinate agli armamenti sottraggono spazio agli investimenti necessari per sostenere salari, pensioni e servizi pubblici.
USB Viterbo aderisce alla mobilitazione
Anche USB Viterbo parteciperà allo sciopero con un gruppo di lavoratori, prendendo parte alla manifestazione organizzata a Roma, in piazzale dei Cinquecento, con inizio alle 10.30.
Sono oltre 40, secondo quanto comunicato dal sindacato, le piazze in cui si svolgeranno manifestazioni e cortei. La protesta si rivolge a diverse categorie sociali: dai lavoratori alle prese con salari che, secondo USB, sono rimasti sostanzialmente fermi da oltre trent’anni, ai giovani in difficoltà nel sostenere i costi degli affitti e dei servizi per l’infanzia. Nel quadro tracciato dall’organizzazione rientrano anche i pensionati penalizzati dall’aumento delle bollette e dei prezzi, gli autotrasportatori e gli agricoltori colpiti dal caro carburanti, oltre ai cittadini che incontrano difficoltà nell’accesso alle cure e agli studenti contrari alla militarizzazione delle scuole e ai tagli all’istruzione.
La mobilitazione internazionale dei portuali
Tra gli elementi centrali dello sciopero, USB evidenzia anche la mobilitazione dei lavoratori portuali, che il 30 ottobre coinvolgerà, secondo il sindacato, cento porti tra Europa, Nord Africa, Americhe e India.
L’iniziativa viene presentata come un passaggio significativo nella costruzione di una protesta internazionale contro il riarmo e la militarizzazione. Per l’organizzazione sindacale, la lotta per la pace è strettamente collegata alla rivendicazione di condizioni di lavoro più dignitose e di una maggiore tutela del potere d’acquisto.
«Unire le proteste contro guerra e carovita»
Nel comunicato, USB contesta la scelta di destinare ingenti risorse pubbliche alla difesa mentre, a suo giudizio, non vengono adottate misure adeguate per difendere salari e pensioni. Il sindacato chiede una politica industriale capace di sostenere il Paese, interventi per recuperare il potere d’acquisto e una diversa distribuzione della spesa pubblica.
Tra le rivendicazioni figurano il controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, il rafforzamento dei servizi sociali e il recupero del potere d’acquisto perduto. USB richiama inoltre la necessità di una mobilitazione che superi le singole vertenze e coinvolga tutte le categorie del lavoro e della società.
L’obiettivo dichiarato è costruire una protesta comune contro il carovita e le politiche di riarmo, chiedendo che le risorse pubbliche siano indirizzate prioritariamente al benessere delle persone, alla tutela dei diritti sociali e al miglioramento delle condizioni di vita.
Comunicato di USB Viterbo e USB Pubblico Impiego Viterbo