ANNO 16 n° 274
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Sciopero dei lavoratori, si ferma il distretto della ceramica
Altissima l'adesione degli operai. Cgil, Cisl e Uil: 'Continueremo la nostra battaglia'

CIVITA CASTELLANA - A Civita Castellana si torna a scioperare. Proprio ieri nella città della ceramica su iniziativa della Cgil, Cisl e Uil i lavoratori del distretto hanno incrociato le braccia per otto ore mentre i tre segretari di categoria Mauro Vaccarotti della Filctem Cgil, Fabrizio Mastrogiovanni della Femca Cisl e Alessandra Aldini della Uiltec Uil hanno organizzato un presidio fisso davanti alla ceramica Flaminia, l'azienda presieduta da Augusto Ciarrocchi, nuovo presidente designato di Confindustria ceramica.

Il messaggio è forte e chiaro: bisogna arrivare al più presto ad un accordo definitivo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro fermo da oltre un anno. Fuori dai cancelli oltre un centinaio di persone si sono radunate con bandiere e striscioni. La tensione era palpabile e il malcontento per il mancato accordo tuonava nei microfoni degli scioperanti. La protesta andrà avanti ad oltranza con blocco degli straordinari e della flessibilità.

Ricevuti dal patron della ceramica Flaminia i tre segretari generali, insieme alle rappresentanze regionali e nazionali, hanno avuto modo di sedersi intorno a un tavolo e ragionare su come procedere per riaprire la trattativa e giungere all'obiettivo finale.

'Purtroppo - hanno dichiarato i rappresentanti sindacali al termine dell'incontro - dobbiamo prendere atto che questo distretto non rappresenta la maggioranza della nostra controparte nella firma del contratto nazionale, tuttavia il futuro presidente ci ha assicurato che avrebbe manifestato la nostra richiesta di rinnovare l'incontro a livello nazionale'. Ancora troppo poco. I sindacati intendono far sentire la propria voce per non soccombere al peso contrattualistico del polo ceramico di Sassuolo.

'Siamo pronti a proseguire la trattativa - dichiarano - ma le controparti dovranno fare un passo indietro rispetto alle loro posizioni, alzando i livelli dei minimi e rivedendo alcuni aspetti della parte normativa'. La folla applaude e incita i segretari all'azione. Lo sciopero è stato massiccio. In alcune ceramiche ha sfiorato il 90 percento di adesione. Numeri che non si vedevano da anni nel distretto industriale. Ma stavolta la posta in gioco è troppo alta.

'Nella ceramica - continuano i tre sindacalisti - stiamo vivendo un periodo di forte spinta nella transizione economica e tecnologica, serve un rinnovato impegno tra le parti considerando anche percorsi di riqualificazione professionale delle maestranze che sono il vero valore aggiunto di questo comparto'. 'Bisogna anche scongiurare la delocalizzazione delle aziende al nord', ha tuonato Mastrogiovanni.

In questa fase di evoluzione verso la Transizione 5.0 il distretto ceramico sembra diviso tra innovazione e paradosso. Proprio lunedì pomeriggio il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha incontrato gli imprenditori locali invitati da Federlazio. Si è parlato di competitività dei mercati e aiuti economici che guidano verso la transizione ecologica. Il ministro ha spiegato chiaramente che il futuro di questo distretto dovrà basarsi necessariamente sulla sostenibilità che sia essa di natura ambientale, economica ma soprattutto sociale in difesa dei lavoratori e dell'intero tessuto comunitario.




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