ANNO 16 n° 273
Schiaffo ''futurista'', partito il processo
Dopo i rinvii, oggi udienza per la lite tra Iannone (Casapound) e Filippo Rossi

VITERBO – Ascoltati tre testimoni e udienza aggiornata al 24 maggio. Questa mattina al tribunale di Viterbo, davanti al giudice di pace, è proseguito il processo al leader di Casapound Gianluca Iannone, per l’ormai celebre schiaffo (più o meno futurista) rifilato a Filippo Rossi nell’estate del 2012.

Più che proseguire, il processo è partito, perché dopo la costituzione delle parti civili nel 2013, il procedimento aveva subito diversi rinvii, l’ultimo lo scorso dicembre. Oggi si è partiti, con l’ascolto di tre testimoni dell’accusa, che è sostenuta dall’avvocato Giacomo Barelli. Iannone invece è difeso dall’avvocato romano Domenico Di Tullio, qui rappresentato dal collega viterbese Domenico Gorziglia.

I fatti risalgono alla notte tra il 13 e il 14 luglio 2013. Pieno centro storico: la serata di Caffeina è in corso, nella sede di piazza San Carluccio avviene uno scontro fisico tra alcuni ragazzi, tra cui il leader nazionale di Casapound Gianluca Iannone, e il direttore artistico (nonché fondatore) del festival Filippo Rossi. Che ha la peggio, ed è costretto a rivolgersi alle cure del pronto soccorso dell'ospedale di Belcolle. Lievi le ferite (cinque giorni di prognosi), molto di più lo sdegnò che si levò all'epoca, con attestati di solidarietà nei confronti del giornalista, gli immancabili – purtroppo o per fortuna, in questo Paese – riferimenti alla ''violenza squadrista'', e il tagliar corto dello stesso Iannone. Che definì quel gesto ''solo uno schiaffone futurista, come quello che Umberto Boccioni diede ad Ardengo Soffici. Altro che spedizione punitiva''.

A maggio probabilmente verranno ascoltati i testimoni della difesa.

 




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