


CIVITA CASTELLANA - La piccola comunità ucraina di Civita Castellana apre le porte dell'accoglienza a venti connazionali in fuga dalla guerra. Scappati alle prime luci dell'alba del 24 febbraio, subito dopo l'invasione russa, queste famiglie hanno raggiunto la città della ceramica per ricongiungersi ai propri famigliari. Sono stati in un primo momento accolti nella parrocchia di Santa Maria Maggiore da Don Alessandro e ricongiunti poi con le rispettive famiglie, che li aspettavano a braccia aperte.
'I miei famigliari - commenta Ivan Salamon, l'uomo che ospita alcuni di loro - sono partiti da Lviv, vicino Leopoli, alle prime luci dell'alba di quel maledetto 24 febbraio. Con il fragore delle bombe e la paura che li attanagliava hanno avuto giusto il tempo di mettere quattro cose in valigia e partire. Hanno preso la macchina e sono arrivati al confine. Lì regnava
il caos e sono rimasti bloccati per ben 12 ore. Alla dogana il marito di mia nuora è stato fatto scendere e rispedito indietro a combattere, perchè adesso le nuove direttive per gli uomini tra i 18 e i 65 anni prevedono questo. Mia nuora ha proseguito da sola insieme ai bambini. E' stato un viaggio lungo, estenuante, ma alla fine ce l'hanno fatta, sono felice di
riabbracciarli'.
Non trattiene la commozione il signor Ivan che ripensa alle ore cruciali del conflitto. 'Ora con noi sono al sicuro. Ho mia figlia e mia nuora. La prima cosa che hanno detto quando sono arrivate qui?: Finalmente un pasto caldo e un sonno tranquillo. Hanno passato momenti terribili, lì a Lviv, avevano un lavoro, una vita felice, ora tutto è distrutto e non sanno quando potranno tornare a casa.
Per il momento resteranno con noi. Siamo 9 persone in 50 mq, con noi c'è una bambina di due anni e mezzo, una di dieci, di dodici e una di quattordici anni, ma siamo uniti e fiduciosi che tutto possa finire al più presto'.
'Sono vicino al mio popolo - commenta Ivan - e ringrazio la comunità parrocchiale di Civita Castellana, in modo particolare Don Alessandro, per l'aiuto concreto che sta dando alla nostra causa, con il reperimento di cibo e materiale utile al nostro alloggio.
Oltre al signor Ivan, altre tre famiglie hanno dato accoglienza agli ucraini in fuga, organizzandosi nei propri appartamenti anche con cose comprate in fretta e furia all'Ikea, come ci ha raccontato Ivan.
'C'è stata una risposta generosa da parte della parrocchia - ci tiene a sottolineare Don Alessandro - che ha provveduto con solerzia a reperire generi di prima necessità. Particolare attenzione è stata poi rivolta ai bambini che, non parlando l'italiano, sono stati messi in contatto con la scuola delle suore francescane. Il mio desiderio è farli integrare e
interagire con i nostri alunni affinchè apprendano almeno le basi della lingua italiana con corsi di lingua appositi'.
'Per il resto vedremo come evolverà la situazione. Anche la Diocesi ha dato disponibilità dei propri alloggi e stiamo aspettando l'ok della prefettura. Chissà che in futuro Civita Castellana non si appresti ad aprire le porte ad altre persone che fuggono da questa ingiusta guerra'.