

ARLENA DI CASTRO – Avrebbero scambiato la figlia non ancora maggiorenne per un furgone di poco valore. Dalla Romania ad Arlena di Castro come merce di scambio, finita a vivere a 17 anni, in un appartamento ‘’al limite della decenza e del decoro umano’’ assieme ad un uomo sconosciuto, di cui diceva di essere la fidanzatina. Ma per quest’ultimo, imputato per sottrazione di minore, nessun processo e nessuna condanna. Anzi, un’assoluzione dovuta ad un difetto di notifica.
''I genitori della ragazza di fatto erano in accordo con l’uomo e non hanno sporto denuncia – spiega il legale difensore del 40enne – per questo non si può parlare di sottrazione. Inoltre la giovane, seppure minorenne, aveva più di 14 anni e la legge prevede che, in casi come questo, si possa accusare qualcuno solo se i genitori o i tutori legali dei minori sporgano denuncia''.
Una denuncia che, per la 17enne, non sarebbe mai arrivata. Né dal padre né dalla madre. Né da alcun tutore legale.
''Siamo andati a controllare chi fosse questa ragazza e dove vivesse, a seguito di diverse segnalazioni – aveva spiegato in aula un carabiniere – la gente del paese la vedeva spesso in giro a buttare i sacchi dell’immondizia, a chiedere cibo e qualche soldo per mangiare. Quando siamo andati da lei, ci ha aperto senza problemi. Diceva di essere la fidanzata di M.B. e di aspettare un bambino. Per questo la abbiamo accompagnata in ospedale. Nel locale in cui trascorreva le giornate – aveva concluso – non c’era niente che facesse pensare ad una casa. Nemmeno le bestie vivono così''.
Portata in Italia e lasciata a vivere nel completo disagio. Eppure, per la condizione della giovane Maria, nessun colpevole.