

VITERBO - Solo alla Asl di Viterbo sono 160, oltre 1.500 in tutto il Lazio. Sono i dirigenti medici precari il cui contratto scadrà il prossimo 31 dicembre e che non è stato ancora rinnovato. Se la Regione Lazio, come ha fatto l’anno scorso e quelli precedenti, non dovesse provvedere, salterebbero decine di servizi e, con essi, i livelli essenziali d’assistenza.
La Asl di Viterbo, secondo quanto si è appreso, ha sollecitato l’intervento della governatrice Renata Polverini e, da alcuni giorni, sarebbero in corso trattative con i sindacati per arrivare a un nuovo contratto. Ma è difficile, addirittura impossibile secondo i diretti interessati, che si possa giungere a una definizione entro il 31 dicembre. La soluzione proposta dai medici è di arrivare a un accordo ponte che conceda alle parti più tempo per trattare.
Dalla scorsa settimana, l’indirizzo di posta elettronica della segreteria della presidente Polverini è subissata da e mail: “Il sottoscritto …, dirigente medico precario in servizio presso il presidio ospedaliero di Belcolle, in scadenza di contratto il 31 dicembre 2011, dal 1 gennaio 2012 sarà ufficialmente disoccupato se non verrà siglato l’accordo ponte per il rinnovo dei contratti per il 2012”. Nelle e mail sono indicati i nomi, la data di nascita, il servizio svolto e l’inizio dell’attività. Analoga iniziativa è stata presa dai medici precari in servizio in altri ospedali del Lazio.
Molti di precisano che, al contrario di quanto hanno fatto in passato, se non avranno un nuovo contratto o non dovesse essere sottoscritto un accordo ponte entro la fine dell’anno, dal 1 gennaio 2012 non si presenteranno al posto di lavoro. Sarebbe la paralisi per ambulatori, unità operative semplici o complesse, day hospital e altri servizi.
Va detto che la situazione si protrae dal 2006 e che, finora, è stato sempre trovata una soluzione. I direttori generali delle Asl, anche in mancanza di una decisione regionale, hanno provveduto a prorogare l’attività dei precari finché non è stato rinnovato il contratto. E, secondo quanto è trapelato, sarebbe ciò che si accingerebbe a fare Adolfo Pipino se, nel frattempo, la situazione non dovesse sboccarsi.
Quest’anno, però, ci sono due ulteriori problematiche che potrebbero complicare le cose: la penuria di fondi sempre più acuta e l’indisponibilità di almeno una cospicua fetta di medici a lavorare, seppur temporaneamente, senza contratto.