

VITERBO - Sblocco dei licenziamenti, rincari delle bollette, sanità alla deriva, sono solo le “ultime” criticità emerse in questi mesi, che si vanno a sommare ai già noti problemi: sfruttamento e condizioni misere di alcuni lavoratori. Ed è in quest’ottica che si inserisce lo sciopero generale dell’11 Ottobre: dimostrare che i lavoratori sono uniti e che possono combattere le proprie battaglie. Viterbononostante non è una metropoli industrializzata, è comunque in parte soggetta ad alcune di queste dinamiche. Sono problemi reali di cui in parte vive anche la nostra città, esempio lampante è la situazione disastrosa della sanità locale, amplificata da quasi due anni di pandemia: ospedali minori chiusi e gli unici ospedali della provincia costantemente sovraffollati.

Tutto ciò è semplicemente analisi dell’attualità in cui viviamo. Ci sono stati anche degli esempi dove i lavoratori hanno vinto: la vittoria delle educatrici a sostegno di bambini e ragazzi con fragilità che, di fronte al cambio di appalto e senza nessuna sicurezza per il loro futuro, hanno saputo portare avanti una lotta che ha visto il riconoscimento di tutte le richieste. Giovedì 11 ottobre è stato indetto un presidio in Piazza del Plebiscito dalle ore 9 da “Tuscia in Lotta”, questo ha lo scopo di mostrarsi uniti a tutti gli altri sindacati che hanno indetto uno Sciopero Generale.