

VITERBO – Sono stati esposti al pubblico, nel Museo Nazionale dell’Agro Falisco di Forte Sangallo, a Civita Castellana, i cosiddetti sarcofagi di quercia. Due reperti di straordinario valore storico. Si tratta di due tronchi di quercia, scavati all’interno, nei quali furono adagiati i corpi di una donna e di un uomo, sepolti nella stessa tomba monocamera della fine del VII secolo a.C. L’uso dei sarcofagi ricavati nei tronchi di quercia è limitato all’area dell’attuale Lazio, in particolare nella zona falisca. Ne esistono pochissimi esemplari perché, in genere, sono andati perduti a causa della decomposizione dei cadaveri. ''In questo caso – ha spiegato la dottoressa Alfonsina Russo, Soprintende all’Etruria Meridionale -, siamo stati fortunati, perché i tronchi di quercia in cui erano stati ricavati i due sarcofagi, uno femminile e l’altro maschile, in oltre 2.300 anni, si sono fossilizzati''.
Nella ''simulazione'' della piccola sepoltura, precisa al centimetro, sono esposti anche i corredi funerari: bronzi, fermatrecce d’oro, ambre, vasellame di varie fogge e dimensioni. ''Abbiamo potuto ricollocarli nella posizione in cui furono trovati nel XIX secolo – ha sottolineato la direttrice del Museo Anna Maria De Lucia - grazie ai minuziosi disegni realizzati dagli archeologi dell’epoca. La tomba – ha aggiunto –fu scoperta ancora intatta nella necropoli della Penna. Era orientata verso l’antica città e vi si accedeva attraverso una fossa. E’ l’unico esempio del genere finora rinvenuto nel territorio falisco, ma diffuso in altre parti del Lazio''.
Nei due sarcofagi di quercia erano sepolti un uomo e una donna di alto rango, probabilmente moglie e marito. Entrambi avevano sul grembo uno scudo fittile, segno del loro alto rango sociale.
''Il recupero dei due sarcofagi di e la perfetta ricostruzione della camera tombale è stato possibile - ricorda Alfonsina Russo- grazie a un lavoro di squadra e a un’equipe tecnico-scientifica altamente specializzata. La progettazione della tomba è stata curata dall’architetto Luciana Di Salvo''.
Alla cerimonia di inaugurazione è intervenuto il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli. ''E’ intenzione dell’amministrazione comunale – ha detto – proseguire e intensificare la collaborazione con la Sovrintendenza, perché siamo consapevoli delle straordinarie potenzialità di attrazione turistico-culturale del Museo dell’Agro Falisco. L'eccezionale patrimonio storico-archeologico che qui è conservato – ha concluso – deve essere diffuso anche tra la popolazione civitonica. Nonostante le scarse risorse economiche, nei limiti del possibile, ci impegneremo anche finanziariamente per sostenere l’attività della Sovrintendenza e della direttrice del Museo Anna Maria De Lucia, che ringrazio per la sua preziosa e instancabile attività''.
Prima del Taglio del nastro, la stessa De Lucia ha sottolineato come la collaborazione con il Comune sia indispensabile per promuovere, anche tra i giovani e i giovanissimi, il Museo e i beni che vi sono conservati. ''Lo scopo che dobbiamo perseguire – ha detto – è duplice: valorizzare il contenitore e il contenuto''.