ANNO 16 n° 275
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Santa Rosa, č pur sempre festa - FOTO
Ieri notte la proiezione dei fasci di luce in piazza San Lorenzo

VITERBO - Max Vismara - Quattro fasci di luce protesi verso il cielo, due a San Sisto e due davanti alla cattedrale di Santa Rosa, a voler simboleggiare l'inizio e la fine di quel percorso che normalmente ieri sera avrebbe fatto il campanile che cammina attraverso una Viterbo acclamante.

Cosi in tempo di Covid-19 la città dei papi onora la sua piccola patrona. Per  le strade  del capoluogo non c'è il solito clamore della folla che attende il 'sollevate e fermi', ma nel cuore dei viterbesi è Santa Rosa anche senza Macchina.

Per le strade ci sono rose alle fermate di 'Gloria' e su molte finestre spiccano gli stendardi con il simbolo di Rosa e del sodalizio dei facchini.Qualcuno dei residenti di via Cavour non ha rinunciato al tradizionale panino con la porchetta e anche quest'anno lo ha consumato per la strada come se aspettase la Macchina. Altri alle 21 in punto hanno intonato l'inno dei facchini per le vie.

Alle 20.30 il sindaco Giovanni Arena ha dato inizio a questo percorso virtuale accendendo i fari di San Sisto.

Ma è stato a piazza San Lorenzo che il trasporto ha preso vita sulla facciata del duomo. Infatti davanti ad una platea stupefatta le immagini delle 4 macchine a spalla che insieme a 'Gloria' sono il bene immateriale dell'Unesco, hanno emozionato i presenti.

I prima fila insieme al sindaco anche il vescovo Lino Fumagalli, Raffaele Ascenzi, il senatore Umberto Fusco, il presidente del sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini e numerose autorità sia civili che militari.

'Proprio oggi che siamo entrati nel vivo delle iniziative dedicate alla santa ci siamo resi conto che di fronte alla spettacolarità del trasporto della macchina di santa rosa tutto questo non regge il confronto - ha dichiarato prima dell'inizio della proiezione il sindaco Arena - purtroppo dobbiamo limitarci a queste cose che seppur belle certo non sono come il trasporto vero e proprio, probabilmente tutto quello che è l'emozione di quel giorno lo terremo dentro il cuore, c'è una forte malinconia generata dalla pandemia e dagli ingenti danni provocati dal maltempo dei giorni scorsi, ma il grande desiderio di pregare la santa che ci aiuti a superare questo tragico  momento storico è più forte della disperazione' e sono sicuro che l'anno prossimo uno splendido trasporto segnerà la fine di un bruttissimo periodo.

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